L’INCONTRO NAZIONALE 2010 A LORETO

Dicembre 2010

Eccoci arrivate, finalmente! Alla “casa” di Maria, alla casa del “sì” di Maria, la nostra “terra promessa”. Con queste espressioni ci ha salutato il Presidente della Conferenza Episcopale Marchigiana, S.E. Mons. Luigi Conti, ricordando i primi quaranta anni del cammino dell’Ordo virginum, iniziato quando, il 31 maggio del 1970, è stato promulgato per tutta la chiesa universale il Rito di consacrazione delle vergini. Nel luogo privilegiato del Santuario della Santa Casa di Loreto abbiamo vissuto, dal 14 al 18 agosto il nostro 25° Incontro nazionale.

I ritmi scanditi dal programma ci hanno tracciato un itinerario suggestivo e ambizioso sintetizzato dal titolo: “Amore e fedeltà precedono il tuo volto (Sal 88,15). Ordo virginum la profezia della fedeltà”. Ed è stato subito mettersi in viaggio, come Maria incontro alla cugina Elisabetta, come ci ricordava il vangelo della domenica dell’Assunta, per farci portatrici di un rinnovato annuncio di salvezza attraverso la profezia della fedeltà. Anzitutto nei luoghi destinati ai nostri incontri dove abbiamo celebrato la veglia di inizio e le liturgie, ascoltato le relazioni e partecipato ai lavori e dove ci muovevamo per i pasti e per le uscite. Ci siamo incrociate più volte al giorno sulla piazza antistante il santuario che anche nelle passeggiate e nelle soste serali sembrava accogliere e custodire il nostro convenire, i nostri incontri cercati o occasionali, il parlare delle nostre speranze, gioie o delusioni, e il ritrovarci a dire, anche quest’anno: ci siamo ancora! Il percorso di queste giornate è stato, come sempre, una occasione in più per fermarsi in ascolto della Parola di Dio mediata altresì dalle parole degli uomini: di coloro che ci precedono nella fede, come i nostri Vescovi, di chi spende la propria vita per penetrare il mistero della Chiesa e dell’uomo, come i nostri relatori, di coloro che si sono messe a servizio le une delle altre prima e durante il tempo del soggiorno, per accogliere, orientare, sostenere il cammino di ciascuna e di tutte. Ed infine, è stato raccogliere le proprie cose, le suggestioni, le riflessioni, le condivisioni e rimettersi in viaggio con una consapevolezza in più: solo nel fare memoria della storia di fedeltà che il Dio-Trinità ha fatto con noi saremo capaci di custodire il mistero che ci è stato affidato. Ancora una volta, come Maria di Nazareth.

 
DAL TEMPO DELL’ASCOLTO

Le relazioni

“Ordo Virginum: donne fedeli per una Chiesa serva del Regno”
Il primo e prezioso contributo ci è stato offerto dalla relazione della prof.ssa Serena Noceti, docente di Teologia Sistematica presso la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale. La relazione è stata sviluppata in tre passaggi orizzontali con al centro il tema dell’Annuncio del Regno di Dio che diviene profezia vivente: “Una Chiesa che ripensa a se stessa e si riscopre a partire dall’annuncio della Parola; - una Chiesa che ripensa alla sua storia e al mondo, che vive la comunione, come soggetto tutto carismatico, tutto ministeriale; – una Chiesa che ripensa alle donne come opportunità reale di presenza visibile ed offre una parola significativa e autorevole per la stessa edificazione di Chiesa a tutti i livelli”. La relatrice ci ricorda che è con il Concilio Vaticano II (GS 39.40-45 e LG capp. I e II) che si ha il superamento della visione che separa Chiesa e Mondo: il Regno di Dio, si storicizza e cresce come parte della storia umana, si visibilizza nel mondo, tocca la dimensione delle relazioni e istituzioni umane. La Chiesa manifesta la logica del Regno, che è comunione con Dio e unità tra le persone. È attraverso la dinamica comunionale che entriamo a far parte del Regno. In essa ciascun battezzato è chiamato ad un servizio consapevole di promozione del Regno attraverso il proprio ministero e la specifica condizione di vita, attraverso l’esercizio della professione, le scelte politiche ed economiche, la lotta contro l’ingiustizia. La crescita del Regno nella storia umana è una responsabilità di tutti i battezzati. Con il Battesimo “il dono profetico dell’annuncio del Vangelo entra nella trama quotidiana delle relazioni umane”. Pertanto, continua la prof.ssa Noceti, “ogni vergine consacrata, proprio a partire dal Battesimo (attraverso una lettura non reificata e non individualistica della grazia) e dall’ascolto della Parola nell’oggi della storia, dice la Parola dell’annuncio secondo l’unicità e singolarità della propria esperienza, nella consapevolezza e profonda responsabilità della valorizzazione della propria specificità all’interno di un noi ecclesiale che è unità nella differenza. È un intreccio tra vita personale e Ordo, in una pluralità di stili di vita, nella vocazione/missione ecclesiale. Ogni vergine consacrata è responsabile del Volto di Chiesa che manifesta al mondo”. Tutti i battezzati partecipano alla missione profetica dell’annuncio del Regno di Dio e allora cosa distingue la vergine consacrata? È l’interrogativo che la relatrice rimanda all’assemblea al quale segue una chiara risposta: “La specifica modalità di vivere il Battesimo e di incarnarlo”. L’identità specifica dell’Ordo virginum è la profezia necessaria nel mondo e nella Chiesa. “La vostra identità si manifesta secondo il tratto escatologico proprio del Battesimo, è un’identità sponsale nella Chiesa locale. Siete delle profezie viventi: profezia della Chiesa sposa, spazi di profezia come anticipazione nella carità. Siete viventi in Cristo nella Chiesa: la vita nuova ricevuta deve essere visibile e parlante nella Chiesa e nel mondo. Siete nel mondo, ma non del mondo, custodi del senso autentico del tempo. La vostra verginità consacrata rispecchia la dimensione della vigilanza nel frattempo della storia, è la voce che grida: Ecco lo Sposo: andiamogli incontro! La vostra presenza è spazio di profezia nella Chiesa. Ricordiamo sempre che al Regno non si appartiene solo per la fede professata ma anche per la carità vissuta. Siete chiamate alla gratuità e libertà delle relazioni, al richiamo alla speranza. E siete custodi di una promessa verso il suo compimento (il telos)!”. Ecco che a 40 anni dalla promulgazione del Rito, la prof.ssa Noceti sottolinea che 40 anni nella Bibbia sono un tempo di formazione per preparare una missione, costituiscono il tempo della piena maturità. Infatti, la fedeltà è insieme memoria e novità: memoria, cioè custodia della promessa, e novità nella libertà creativa, nella capacità di creare cose nuove, di lasciarsi sorprendere dall’inedito. “Siete chiamate a vivere la fedeltà a Dio e alla terra, cioè al mondo, che Dio ha scelto come suo Regno”. E così conclude la docente tra memoria, responsabilità che diviene libertà: “La vostra è una vocazione da donne e vissuta in una dimensione di invocazione: Lo Spirito e la Sposa dicono: Vieni, Signore! (Ap 22, 17-20). Siate certe della promessa di Gesù: Sì, verrò presto ”.

Formazione: lettura sapienziale e prospettive future

Il contributo di padre Amedeo Cencini, canossiano, docente presso la Pontificia Università Salesiana, inizia con un’esortazione: “Ci siamo talmente abituati alla Parola di Dio, da farne una lettura analgesica: non ci lasciamo più trafiggere il cuore da questa spada a doppio taglio!”. La relazione propone un itinerario pedagogico secondo il quale un normale cammino di crescita, in qualsiasi ambito e con qualsiasi obiettivo di vita, dovrebbe ordinatamente percorrere queste tre fasi: conoscenza – esperienza – sapienza. La condizione indispensabile di questo itinerario è il triduo pasquale. Un qualsiasi itinerario pedagogico cristiano non può che ispirarsi al modello pasquale, della morte e resurrezione di Gesù. Proibito dimenticarsene. O, peggio ancora, darlo per scontato. Ognuno di noi, precisa il relatore, porta in sé delle ferite che ci rendono vulnerabili e non ci consentono di cogliere in pieno il senso e la bellezza della chiamata. A tal proposito, il prof. Cencini, sottolinea che per un vero cammino di conoscenza di sé è indispensabile tirar fuori (educare) il nostro indice di inconsistenza, cioè i nostri conflitti interiori e che il primo servizio da rendere ad una persona è la conoscenza di sé. Il cammino di conoscenza è una vera e propria discesa agli inferi, cioè nelle nostre profondità, e procede essenzialmente per 5 gradini fino al fonte battesimale, in cui siamo immersi nella morte del Signore Ge-sù. Conoscere comportamenti - atteggiamenti – sentimenti - motivazioni ci conduce alla scoperta della propria inconsistenza, ovvero dell’attrazione falsa, che ci allontana dalla nostra identità e verità. Il cammino di conoscenza di sé è un cammino pasquale: il triduo pasquale implica anche la “permanenza” nel sepolcro. Nella lettura sapienziale della formazione bisogna evitare ogni delirio di onnipotenza: nessuno può liberarsi subito dalla sua inconsistenza! Infatti, l’itinerario pedagogico pasquale passa per tre tappe: conoscenza - teologia, esperienza - teofania e sapienza - teopatia. Il cammino formativo è cammino orante di salvezza: “noi ladroni graziati” siamo amati e salvati senza merito e senza misura, proprio come il buon ladrone che dopo aver tanto rubato, ha rubato anche il Paradiso! Ricordiamo San Paolo: “Ti ba-sta la mia grazia”, perché la grazia abita nella debolezza. Solo a questo punto del cammino inizia la formazione vera e propria, che consiste nell’avere gli stessi sentimenti del Cristo. Formazione significa, quindi, evangelizzare i nostri sentimenti, cambiare il cuore, i gusti, i desideri… è esperienza e coinvolgimento integrale della persona: “Si tratta di un mosaico: non basta un elemento da solo”. La Teopatia è il compimento del triduo pasquale. Il termine pathos va inteso in positivo e in negativo: come passione e come lotta contro le debolezze. Ricorda ancora il relatore che le più grandi aspirazioni sono accompagnate dalle più grandi tentazioni e che la “trasfigurazione” avviene con la docibilitas, che è la libertà della persona che ha imparato ad imparare dalla vita per tutta la vita. Le vergini consacrate sono totalmente immerse ed esposte al mondo e per questo “il Padre per formare si può servire di ogni occasione, perché Lui non vede l’ora di conformare un cuore al Cuore del Suo Figlio”. La formazione è un ministero ed implica una naturale responsabilità: non può essere improvvisata. “Non esiste un unico modello di formazione e non esiste l’auto-formazione, perché la formazione è sempre relazionale. Occorre fare l’esperienza della crisi, che è crescita”. Bisogna restituire alla formazione la sua autentica dimensione pasquale. “Purtroppo abbiamo canonizzato la mediocrità e passiamo dal rischio dell’auto-realizzazione al rischio dell’auto-accettazione. La vera sfida della vita consacrata oggi è la formazione permanente. La formazione si definisce “permanente” non solo perché dura nel tempo, ma perché bisogna andare in profondità fino a trasformare i sentimenti”. Ma qual è il messaggio finale consegnato da padre Cencini all’assemblea? “Esser vergini oggi vuol dire vivere la verginità non come mezzo per la propria perfezione, ma come un bene per tutti e di tutti, perché si tratta d’una verità universale, come buona novella da annunciare a tutti, perché ogni essere umano si porta in cuore questa sete d’amore che può esser appagata solo da Dio. Ecco la novità straordinaria della testimonianza verginale oggi”. 
Il costo, da definire in base ai partecipanti, sarà intorno ai 60 euro. Ci si può prenotare (senza versare anticipi) confermando la propria adesione con la scheda a pag.°7 da inviare entro il 18 luglio. 
Per informazioni: Eleonora, tel. 347 5273951, email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

UN GIORNO IN PIÙ PER GUSTARE LA FEDE DI IERI E DI OGGI NELLE MARCHE
Le amiche delle Marche hanno pensato di organizzare un breve tour in coda all’Incontro nazionale. Si svolgerà il 18 agosto con partenza da Loreto e arrivo a Fermo dove si cenerà e pernotterà; il 19 agosto, dopo colazione, sono previsti i rientri. 
Sarà così possibile passare una giornata insieme e visitare alcuni luoghi significativi che esprimono la fede di un tempo e di oggi della gente di questi territori. 
Il maceratese accoglie la struttura del Seminario missionario diocesano Redemptoris Mater, - frutto del cammino neocatecumenale - e l’antichissima Abbazia di San Claudio, di epoca romanica; il fermano ci offre l’esperienza della Comunità di Capodarco, che opera con e per le disabilità, il Museo diocesano e la sua Cattedrale: posta sul colle del Girfalco, è visibile da quasi tutto il terri-torio della diocesi. 
Il costo, da definire in base ai partecipanti, sarà intorno ai 60 euro. Ci si può prenotare (senza versare anticipi) confermando la propria adesione con la scheda a pag.°7 da inviare entro il 18 luglio. 
Per informazioni: Eleonora, tel. 347 5273951, email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
CONOSCIAMO L’ESPERIENZA DELL’ORDO VIRGINUM IN ALCUNE DIOCESI DELLE MARCHE
Nelle Marche la realtà dell’ordo virginum inizia 19 anni fa in comunione con ciò che lo Spirito stava realizzando nel resto d’Italia anche attraverso i primi convegni nazionali: momenti provvidenziali per la conoscenza ed il confronto di questa nuova forma di vita consacrata.
Una prima realtà prende forma nella diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola con le prime due consacrazioni avvenute nel 1991 ed una terza nel 1993; tutte le consacrate vivono insieme in una forma di vita comune. Successivamente, nel 1998, avvengono due nuove consacrazioni di donne che vivono sole o in famiglia.
Un secondo nucleo nasce nella diocesi di Macerata - Tolentino - Recanati - Cingoli - Treia dove, nel 1999, avviene la prima consacrazione ma già dal 1996 è presente una consacrata proveniente dalla diocesi di Roma.
Una prima consacrazione ha luogo, nel 1997, anche nella diocesi di Camerino-San Severino. Una tappa, che si rivela provvidenziale sotto diversi aspetti, è la proposta di organizzare l’Incontro nazionale dell’ordo virginum del 2002 a Macerata. Due i motivi di questa scelta: la presenza di un gruppo di consacrate delle Marche, ormai 10, che dava la propria disponibilità per l’organizzazione logistica dell’Incontro in appoggio al gruppo per il collegamento, secondo la prassi degli ultimi quattro anni, e l’opportunità di interagire con S.E. Mons. Luigi Conti, allora vescovo di Macerata e membro della Commissione per il Clero e la Vita Consacrata. Infatti da quell’Incontro è scaturita una consegna: rinnovare l’impegno a lavorare in ordine alla formazione. Ma - ci si chiedeva - a quali modelli attingere? Se l’ordo virginum germina e si sviluppa nella Chiesa locale, quali mezzi e vie ha la Chiesa particolare per “dare forma” alla vita cristiana?
Appropriarsi dell’itinerario della iniziazione cristiana che la Chiesa offre come forma tipica al crescere della fede, rivelava alle presenti all’Incontro del 2002 la “provocazione” giusta per impostare il cammino della vergine consacrata nel modo più confacente alle sue condizioni di vita e di formazione e in ascolto della tradizione ecclesiale. Così a livello nazionale, ha preso corpo, una nuova tappa di riflessione che si è sviluppata attraverso gli incontri nazionali successivi proponendo di ricondurre la consecratio virginum alla propria radice battesimale e di fondare la formazione specifica e permanente secondo l’ispirazione fornita dalle Note pastorali del Consiglio Permanente della CEI.
Anche per l’ordo delle diocesi marchigiane l’incontro di Macerata ha segnato un punto di svolta, in particolare per quello di Macerata che, insieme al proprio Vescovo, ha intrapreso in via sperimentale, il cammino di formazione secondo la spiritualità battesimale che andava delineandosi in un percorso a tappe. Così dal 2002 ad oggi, nelle Marche, si sono aggiunte diverse nuove consacrazioni: è cresciuto il numero a Macerata e a Fano mentre è nato l’ordo virginum a Jesi, Senigallia, Ascoli Piceno, Fermo, Fabriano-Matelica, Ancona, San Benedetto del Tronto.
Dal 2006, dopo il trasferimento del proprio vescovo ad altra diocesi, l’ordo di Macerata, nella necessità del riferimento a un vescovo in quel momento “assente”, ha manifestato il desiderio, subito condiviso, di incontrare i Vescovi delle altre diocesi, per vivere insieme un momento di riflessione e scambio sui punti fondamentali della regola di vita: Ascolto della Parola e dei segni dei tempi, Liturgia e Testimonianza nel mondo e nella Chiesa.
Questo momento “itinerante” e queste circostanze hanno dato a tutte modo di conoscersi, confrontarsi ma anche sostenersi nei propri percorsi personali o diocesani. Pertanto ha cominciato a prendere forma tra noi la proposta di fissare un incontro interdiocesano almeno due volte l’anno invitando possibilmente un Vescovo delle nostre diocesi.
Così, in questi ultimi tre anni, abbiamo avuto modo di incontrare quasi tutti i Vescovi delle nostre zone ascoltando il loro contributo in uno scambio reciproco di fede ed esperienza ecclesiale. Attualmente la realtà dell’ordo virginum è presente nelle diocesi: di Ancona-Osimo con Silvia; di Ascoli Piceno con Lorella; di Camerino-San Severino con Celina; di Fabriano-Matelica con Elisa; di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola con Rossella, Stella, Cristina, Maria, Ombretta, Giovanna e Roberta; di Fermo con Barbara, Eleonora, Elisabetta, Maria Grazia e Marzia; di Jesi con Stefania; di Macerata - Tolentino - Recanati - Cingoli - Treia con Beatrice, Antonietta, Franca, Rossana e Giovanna; di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto con Pina; di Senigallia con Antonella e Daniela. Ad oggi pertanto le consacrate sono venticinque.
Per la formazione e il cammino comune a livello diocesano o interdiocesano sono quattro i nuclei che si possono attualmente identificare e che si incontrano secondo modalità e itinerari propri: Ancona-Osimo, Jesi e Seni-gallia; Ascoli Piceno, Fabriano-Matelica e Fermo; Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola; Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia.

NEWS
- Ricordiamo che il prossimo Incontro nazionale dell’Ordo Virginum si terrà a Loreto (AN) presso il Santuario della Santa Casa nel periodo 14 -18 agosto 2010.
- Durante l’assemblea dell’Incontro nazionale 2009 abbiamo chiesto a Caterina Lorusso della diocesi di Altamura e a Roberta Mei della diocesi di Fano la disponibilità a garantire la presenza al Consiglio nazionale del CNV, accogliendo l’invito che Mons. Domenico Dal Molin (direttore del CNV) ci aveva fatto l’anno precedente. In questi mesi Caterina e Roberta hanno partecipato ai due incontri in programma del consiglio: uno ad ottobre 2009 e l’altro a marzo 2010. Gli argomenti trattati sono stati principalmente la scelta delle tematiche e dei sussidi relativi alle giornate vocazionali. Un momento del seminario di Roma durante la relazione di don Emilio.
- Segnaliamo che il materiale relativo al seminario di studio “A partire dal Rito, il volto ecclesiale della vergine consacrata”, tenutosi a Roma lo scorso febbraio ed animato da don Emilio Aspromonte (delegato per l’Ordo Virginum della diocesi di Cosenza), sarà disponibile (una copia per diocesi) in occasione dell’Incontro Nazionale e inserito negli Atti 2010. Alcuni dei delegati presenti al seminario di Roma.
- Segnaliamo che dal 25 al 27 giugno si terrà un corso di orientamento per l’Ordo Virginum presso Villa S. Carlo – Costabissara (VI), sul tema: “Ho una bella notizia: io l’ho incontrato.” Per informazioni: Luciana tel. 0444 971066.
- Segnaliamo che dal 5 al 9 luglio si svolgerà un corso di Esercizi Spirituali presso il Pontificio Seminario Regionale Pugliese Pio XI a Molfetta (BA). Relatore: don Flavio De Pascali di Lecce. Tema: “Accompagnate da grandi donne bibliche, alla ricerca del volto di Maria, vera icona del mondo femminile.” Per informazioni: Raffaella cell. 338 7623875 tel.-fax. 080 3944901.
- Segnaliamo che dall’8 al 13 agosto si svolgerà un corso di Esercizi Spirituali presso la casa diocesana N.S. di Fatima di Pellio Intelvi (CO). Relatore: don Marco Mangiacasale. Per informazioni: Lorena cell. 347 5558580.
- Chi fosse interessato a ricevere gli Atti dei passati Incontri nazionali (fino al 2009) può farne richiesta contattando il gruppo per il collegamento.
- Segnaliamo la possibilità di ricevere il Foglio via email. Questo per ovviare ai problemi della posta ordinaria (disguidi, ritardi, costi). Chi fosse interessato può comunicarlo contattando il gruppo per il collegamento.

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