MILANO: S SIMPLICIANO - Rito di Consacrazione Ordo Virginum

Cardinale Angelo Scola
Rito di consacrazione dell’Ordo Virginum
Basilica di S. Simpliciano
Milano, 5 ottobre 2013


Carissime Marzia e Laura,

e voi tutti che fate loro corona, soprattutto chi già appartiene all’Ordo Virginum e chi è arrivato a Milano da altre parti: grande è la gioia e la commozione dell’Arcivescovo, dei sacerdoti e di voi che siete qui convenuti, in questo sabato mattina, per accogliere a nome della Chiesa l’impegno definitivo di queste due donne nella sequela sine glossa, senza aggiunte né riduzioni, della modalità e dello stile di vita di Gesù stesso.

In questa basilica – che era chiamata Basilica Virginum dal nostro grande padre Ambrogio – è conveniente prendere l’avvio della nostra riflessione da una delle più celebri affermazioni contenute nella sua opera sulla verginità: “Cristo è tutto per noi”.
E’ questo il problema della fede di noi cristiani post-moderni: se Cristo sia veramente il tutto della nostra vita, e il resto solo conseguenza; oppure se Egli occupi soltanto una parte del nostro desiderio e del nostro cuore...

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“L’ORDO VIRGINUM COME SEGNO”

Meditazione di Mons. Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve,alle consacrate della diocesi.

Dice la Lumen Gentium al n° 42 che la verginità consacrata, per un dono dello Spirito Santo manifesta più compiutamente la realtà ultima ed innovatrice della nuova alleanza, l’amore verginale di Cristo per la Chiesa sua sposa e la fecondità soprannaturale di questo misterioso connubio.

In queste poche e significative espressioni è racchiuso l’intero significato della vostra consacrazione.

La scelta della vita verginale è un richiamo forte alla transitorietà delle realtà terrestri e anticipazione dei beni futuri.

Essa ricorda a tutti i fedeli l’esigenza di camminare tra le vicende del mondo sempre orientati verso la città futura, e, come dice la Sacrosantum concilium: “contribuisce in modo esemplare a mettere in luce la natura della Chiesa che ha la caratteristica di essere nel tempo umana-divina, visibile, ma dotata di realtà invisibili, ardente nell’azione dedita alla contemplazione, presente nel mondo e tuttavia pellegrina”.

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LECCE : ESERCIZI SPIRITUALI ORDO VIRGINUM PUGLIA 2013

Dal 15 al 20 luglio la Casa Pastor Bonus di Lecce ha ospitato l’incontro degli Esercizi Spirituali che ha visto venti di noi, consacrate nell’Ordo Virginum, provenienti da varie diocesi della Puglia, incontrarci per la condivisione dell’unicum spirituale che ci è peculiare:
a) esprimere l’Amore assoluto, indiviso verso il Signore attraverso il dono della Verginità, sentito non come mancanza o privazione, ma pienezza d’amore, capace di quotidiana fecondità, come costante maternità di purezza di intelletto e di spirito;
b) “votarci” a discernere la verità più vera che ci caratterizza: l’essere creature fragili, certe però di trovare quotidiane e semplici conferme della Sua presenza nella sostanza spirituale di ogni cosa.

Tuttavia la ricerca, anche se genera gioia, non è semplice, richiede sacrificio, dedizione, meditazione, studio, nel senso di passione, desiderio e continua applicazione per un fine. Ecco allora l’esigenza dell’Esercizio, che non è circoscritto entro il periodo di una settimana, avulso dal contesto in cui ci muoviamo, ma una pratica di sperimentazione e verifica del proprio procedere verso il lungo, interminabile e difficoltoso cammino di Fede, nella misura in cui coinvolge anche la sfera fisica e psichica.

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CONSACRAZIONE NELL’ORDO VIRGINUM DI FRANCESCA LEONI

Omelia di S.E. Mons. Beniamino Pizziol, Vescovo di Vicenza

Saluto tutti i fedeli dell’Unità pastorale di Breganze e Maragnole, i religiosi e le religiose, le due consacrate del Gruppo di coordinamento dell’Ordo virginum,l’arciprete mons. Giacomo Prandina, il vicario parrocchiale don Fabio Balzarin e gli altri sacerdoti, mons. Giuseppe Bonato, mons. Gianluigi Pigato, don Pietro Ruaro, che ha introdotto in Diocesi, prima in Italia, la consacrazione nell’Ordovirginum e ha scritto un libro apripista per altre diocesi.
Un saluto affettuoso a Francesca Leoni che oggi viene consacrata nell’Ordo virginum.
All’inizio di questa omelia, ritengo necessario spiegare il significato spirituale ed ecclesiale di questa consacrazione nell’Ordo virginum. L’Ordine delle vergini è una particolare forma di consacrazione vissuta nella Chiesa antica e ripristinata con il Concilio Vaticano II. Il rito della consacrazione riecheggia il dialogo sponsale tra Cristo sposo e la vergine sposa, che si consacra a lui, avvinta dal suo infinito e tenerissimo amore.
Questa singolare forma di consacrazione manifesta quanto grande e totalizzante sia l’amore di Dio, che chiama alcune sue creature ad essere segno visibile di una donazione esclusiva allo Sposo celeste.
Le letture, che abbiamo proclamato e ascoltato, ci aiutano a comprendere ancor meglio il significato della consacrazione di Francesca, che affonda le sue radici nel mistero pasquale di Cristo, nel quale tutti noi siamo stati innestati mediante il Battesimo.

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SEGNI DI UN AMORE INCONDIZIONATO A DIO

Omelia di Mons. Dante Lanfranconi, Vescovo di Crema, per la consacrazione verginale di Marinella Oneta e Mirella Baratti

Tre significative coincidenze ci aiutano a cogliere il senso della consacrazione di Marinella Oneta e di Mirella Baratti nell’Ordo Virginum: l’Anno della Fede, la solennità del Corpus Domini e l’anniversario della dedicazione della nostra Cattedrale.

Una risposta di fede
Abbiamo voluto celebrare la prima consacrazione verginale in diocesi proprio in questo tempo propizio fortemente voluto da Benedetto XVI. Il Motu Proprio “Porta Fidei”, elencando le varie modalità di sequela al Signore, spiega: «Per fede uomini e donne hanno consacrato la loro vita a Cristo, lasciando ogni cosa per vivere in semplicità evangelica l’obbedienza, la povertà e la castità. Segni concreti dell’attesa del Signore che non tarda a venire». La vostra scelta, care Marinella e Mirella, testimonia, in un certo senso, la vostra fede nella chiamata di Dio. Avete riconosciuto che questo desiderio, sgorgato dal vostro cuore e che poi si è lentamente concretizzato, non proveniva da voi: qualcun altro, infatti, l’aveva posto nell’intimo della vostra coscienza. A voi è spettato il compito di custodirlo e coltivarlo, magari per tanti anni. Oggi, a questo disegno divino, voi date il vostro pieno e libero assenso. La vostra presenza e la vostra risposta positiva dicono, quindi, che credete che la vostra vocazione viene da Dio. Nella preghiera di consacrazione sentirete queste parole: «Queste figlie depongono nelle tue mani, o Signore, il proposito di verginità di cui tu sei stato l’ispiratore, per farne a te un’offerta devota e pura». Vi siete dunque fidate di Dio e vi siete affidate a Lui con la stessa disponibilità, con lo stesso amore con cui ci si affida allo Sposo, a colui verso il quale si vuol essere fedeli per tutta la vita. È bello pensare che proprio in questo momento si sta svolgendo, in ogni parte del mondo, l’adorazione eucaristica: è una delle grandi iniziative dell’Anno della Fede nel giorno in cui si celebra la solennità del Corpus Domini.

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CHIAMATE A CONTEMPLARE IL MISTERO DI DIO UNO E TRINO

Omelia di S.E. Mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino, per la consacrazione nell’Ordo virginum di Sandra Dell’Atti e di Laura Dattila

È una domenica speciale questa della Santissima Trinità. Celebriamo la festa che ha al centro il mistero principale della nostra fede, la rivelazione più grande che Gesù ha dato alla sua Chiesa e all’umanità.
Gesù ci parla del Padre continuamente nel Vangelo – pensiamo alla preghiera che ci ha inse-gnato (il Padre Nostro) – e ci parla dello Spirito Santo, il Consolatore, lo Spirito di Verità che a Pentecoste scende sugli Apostoli e dà inizio alla Chiesa. In questa festa della SS. Trinità la liturgia ci invita ad adorare, contemplare e accogliere nella fede il mistero di Dio uno e trino: la sua vita in-tima, le relazioni delle tre persone divine e il loro rapporto con l’umanità.
Dio è unico e non ce n’è un altro al di fuori di lui, recita il comandamento della rivelazione dell’Antico Testamento. Gesù conferma questa unicità assoluta di Dio, ma rivela la sua vita intima. È uno e nello stesso tempo trino perché in Lui convivono dall’eternità tre persone uguali e distinte: il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo.

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