FORMAZIONE SPECIFICA

Il percorso segue in modo tipologico il cammino d'iniziazione cristiana (cf. Atti convegno Macerata 2002) facendo riferimento a ciò che nella Chiesa locale accompagna ogni vocazione (Parola, Liturgia, Diaconia, Sequela).
Presuppone che colei che si accinge ad incominciare il cammino di formazione specifica abbia, alla conclusione del periodo d'approccio, intuito, riconoscendole come proprie, le dimensioni caratterizzanti dell'identità della vergine consacrata secondo il Rito dell'ordo virginum cioè:
1. verginità per il regno: sponsalità nella Chiesa Sposa
2. vita nel mondo, nell'ordinarietà
3. apparteneza alla Chiesa locale senza filtri di carismi di fondazione

Finalità del percorso:
1. E' un periodo di formazione e discernimento scandito da quattro tappe, mediante le quali la candidata cerca di capire se ciò che ha intuito nel periodo d'approccio a riguardo della verginità consacrata e dell'Ordo virginum corrisponda veramente a ciò che le sta chiedendo il Signore.
2. Esercitandosi nelle diverse dimensioni del quotidiano, approfondendo con letture e confrontandosi con altre vergini consacrate o in formazione, penetra sempre più le realtà caratterizzanti questa vocazione, cercando di discernere se essa corrisponda a ciò che sente, percepisce, emerge dal suo vissuto, è proiettabile verso il futuro e possa diventare il suo progetto di vita.

Elementi del periodo:
- Il cammino è strutturato in quattro tappe: le prime tre seguono espressamente il cammino battesimale. La candidata accompagnata dai vangeli sinottici Marco, Matteo e Luca cerca di esplicitare qual è la sua fede, per che cosa loda il suo Creatore e Signore, come legge il Suo agire, la Sua presenza nella sua vita, come pensa di vivere il rapporto con Lui nell'avvenire, quali mezzi e strumenti pensa di adottare affinchè questo rapporto si intensifichi. Il quarto periodo (ipoteticamente anche più corto) serve da sintesi di ciò che si è sperimentato, capito nel cammino, preparandosi così alla consacrazione ormai prossima. Quest’ultimo periodo verrebbe accompagnato dal Vangelo secondo Giovanni - il discepolo amato - e dal Cantico dei Cantici.
- Ogni tappa prende in considerazione, sviluppandondole armonicamente, le tre principali dimensioni del carisma della consecratio virginum (spiritualità = sponsalità, verginità per il Regno; ecclesialità = legame con la Chiesa locale; laicità = ordinarietà di vita) che vanno declinate a partire dalla Parola (ogni tappa è scandita da un vangelo secondo un itinerario progressivo: Marco, Matteo, Luca, Giovanni), dalla preghiera liturgica (liturgia delle ore, tempo settimanale, anno liturgico, celebrazione del mistero pasquale), dalla testimonianza di una vita nuova (le virtù teologali intrecciate con i consigli evangelici: fede-obbedienza, speranza-povertà, carità-castità, umiltà-testimonianza).
- Il percorso viene sviluppato su due binari: comprensione/scoperta ed esercizio nella quotidianità.
- Nel cammino di formazione la candidata va accompagnata e aiutata a discernere il proprio cammino da tutte le componenti della comunità cristiana: il vescovo (il delegato), il padre spirituale, le altre vergini consacrate, gli sposi…
- Ogni tappa si conclude con un momento di verifica e confronto mediante il quale la candidata esprime ciò che il Signore le ha fatto scoprire e quanto il cammino l’ha aiutata a penetrare nella realtà della consacrazione secondo il Rito dell’OV; se la fede e la vita concreta che la persona vive è consona a ciò che sta chiedendo. Con tale momento, possibilmente alla presenza del vescovo (o del delegato), la candidata cerca di discernere quale obbedienza nasce dalla sua fede, quale speranza illumina la povertà che sperimenta a vari livelli, quale castità si delinea dalla vita vissuta nella carità, a quale testimonianza è chiamata dal suo permanere nell'umiltà; quali domande le si pongono alla fine di un cammino, quali nuove sfide di fede, speranza, carità e testimonianza è chiamata a portare avanti.
- Ogni tappa andrebbe infine conclusa con una semplice celebrazione (possibilmente con il vescovo, anche in forma privata, con il gruppo di formazione se esiste, con altre consacrate della diocesi o persone che stanno accompagnando in modo significativo il suo cammino di discernimento). Mediante il momento celebrativo la candidata esplicita la conclusione di una tappa e l'inizio della seguente. Contemporaneamente la Chiesa, mediante il suo rappresentante, prende atto che questa sua figlia sta facendo un cammino e afferma che la sta accompagnando con la sua preghiera, la sua benedizione, il suo discernimento.
- Il tempo dedicato ad ogni tappa può variare da persona a persona in base al ritmo della crescita umana, ecclesiale, spirituale. La persona stessa, che sta camminando seguendo questo percorso, dovrebbe essere in grado - con l'aiuto degli accompagnatori - di discernere se il periodo prefissato all'inizio della tappa (si ipotizza approssimativamente un anno) vada prolungato. Sarà compito di chi segue la persona, individuare se la richiesta di un prolungamento è opportuna e fondata oppure semplicemente frutto di paura di proseguire sul cammino intrapreso.
- Maria: affrontata in modo trasversale in tutto il tempo formativo.
Schema: Fede --> Marialis cultus; Speranza --> Lumen Gentium VIII; Carità --> Redemptoris Mater; Umiltà --> Mulieris Dignitatem.
- Strumenti: letture di documenti dal Magistero che sostengono gli ambiti presi in considerazione, in particolare le Note della CEI sull'iniziazione cristiana e RICA come sottofondo e i testi conciliari o specifiche encicliche relative alle singole tappe.

PRIMA TAPPA

Obiettivi:

1. Scoprire l’iniziativa di Dio nella nostra vita, la gratuità della sua chiamata e del suo amore. Mettere delle fondamenta solide in Lui.

2. Identificare nella nostra vita ciò che è essenziale, vitale, rispetto a ciò che è secondario.

3. Costruire una relazione con il Signore sempre più solida, all’interno della quale comprendere il modo personale di vivere la vocazione nell’Ordo virginum.

4. Rifondare la propria fede in Cristo, Figlio di Dio, decidendo di conseguenza di seguirlo obbedendo alla sua Parola.

5. In questa fase costruisco con il Signore una struttura solida alla mia interiorità non ho paura di essere molto esigente con me stessa.

6. Assumo come preghiera personale la preghiera della Chiesa (Liturgia delle ore)

 

Strumento: Dei Verbum I tappa Alla scuola del…Vangelo secondo Marco
e della Liturgia delle ore
Iniziazione alla Parola
SPIRITUALITÀ la verginità per il Regno - Scopro Cristo come Figlio di Dio, in tal senso vivo la mia regalità, la mia dignità di figlia nel Figlio, la mia identità nell’incontro con Dio Padre.
- Scopro Gesù come Parola d'amore rivolta da Dio a me, risposta ad ogni mia domanda esistenziale, come mio Signore, come l’unico che seguo.
- Scopro la dimensione teologica del tempo e il ritmo della preghiera, trasformando il mio cronos in kairos.
  - Mi esercito a crescere nella fedeltà: all’ascolto della Parola secondo il metodo della lectio divina, come la grande tradizione della Chiesa mi insegna.
  - Mi esercito a crescere nell’obbedienza dando concretezza a ciò che di volta in volta ho compreso.
  - Mi esercito a dare tempo per curare il mio rapporto con il Signore nella preghiera per lasciarmi amare e crescere nella gratitudine.
ECCLESIALITÀ Il segno della sponsalità della Chiesa - Scopro e consolido la consapevolezza, che la fede pasquale mi è stata trasmessa da una Chiesa locale, che mi ha generato (la mia fede è fede ecclesiale). - Scopro che la Liturgia delle Ore è voce della Chiesa e con la mia fedeltà/obbedienza mi inserisco in essa. - Mi esercito nel discernimento a quanto tempo dedicare al servizio pastorale: il fare deve esprimere l’essere che va ora coltivato in modo privilegiato imparando anche a dire dei no; non devo giustificare con alcun attivismo la mia presenza nella Chiesa. - Mi esercito a cogliere la mia formazione come servizio ecclesiale
LAICITÀ uno stile “normale” nel popolo di Dio - Scopro che posso strutturare la mia giornata dando spazio alla dimensione spirituale che incarno nel lavoro, nell’ambito culturale, nelle relazioni interpersonali. - Mi esercito nel discernimento a quanto tempo dedicare alle relazioni e agli impegni di lavoro (finché possibile): non inseguo l’efficienza del mondo ma vivo l’efficacia creatrice della Parola.
Se ho scoperto l’amore gratuito del Padre, il dono della salvezza in Cristo, la maternità della Chiesa nello Spirito: rispondo confessando la mia fede come adesione al Padre nella sequela di Cristo sposo della Chiesa e dell'umanità. All’interno di una celebrazione dei vespri si può celebrare in modo semplice questo momento, fissando anche degli impegni precisi che declinano nella propria vita la vocazione personale che si sta delineando (inizio a individuare per questa tappa alcuni elementi della possibile regola di vita).

 

SECONDA TAPPA

Dopo aver professato la propria fede davanti alla Chiesa, riscoperto la propria regalità in quanto figlia amata dal Padre, ci si accinge con la seconda tappa a mettersi sempre più alla sequela di Cristo insieme ai fratelli, a lodare con essi soprattutto durante l'Eucaristia domenicale, per tutto ciò che Lui opera in lei e nella comunità ecclesiale.

Obiettivi:

1. Riapropriarsi della propria vocazione sacerdotale (condividere la Pasqua del Figlio Incarnato).

2. Rifondare la propria fede e convinzione che l'annuncio di Gesù mi è stato trasmesso nell'ambito della Chiesa locale. Questa mediante l'annuncio e la vita sacramentale mi aiuta a fare della mia vita sempre più un dono gradito al Padre.

3. Stando con il Signore nella comunità ecclesiale e sociale, scoprire le proprie fragilità per poter abbracciare la kenosi, nella convinzione della resurrezione, perché tutto è possibile a chi si affida a Lui, a colui che accoglie il suo amore.

4. Scoprendo le proprie e altrui povertà imparare a fidarsi di ed affidarsi a Colui che è misericordioso; imparare ad essere misericordiosi verso se stessi e gli altri, a nutrire speranza nei propri confronti e nei confronti dell'umanità, del prossimo./p>

5. Riappropriarsi della speranza come fiducia totale davanti a ogni fallimento personale e comunitario.

6. Consolidare uno stile di vita gioioso e sereno, caratterizzato da uno sguardo sorridente e misericordioso verso di sé, la comunità ecclesiale, gli altri.

 

Strumenti: lettura Lumen Gentium e Sacrosantum Concilium II tappa Alla scuola del…Vangelo secondo Matteo
e della Liturgia Eucaristica
Iniziazione alla Liturgia
SPIRITUALITÀ - Scopro lo “stile” di Gesù (discorsi, beatitudini)
- Scopro e mi confronto con i miei limiti (la mia creaturalità) riconoscendomi amata anche in essi; limite come occasione d'incontro con Lui: pongo in Lui ogni mia speranza.
- Scopro le grandi cose che il Signore ha operato ed opera ancora nella mia vita.
- Scopro la celebrazione Eucaristica come centro e fulcro della vita spirituale, mediante la quale rendo culto al Padre, donando mediante il sacrificio eucaristico le gioie, le difficoltà, i limiti, i successi.    
  - Mi esercito a rileggere nel ritmo settimanale il mio vissuto scoprendo la presenza del Signore, rendendo grazie in ogni circostanza. Nel sacrificio eucaristico, unita a Cristo, restituisco nello Spirito al Padre la mia vita con i frutti portati e le sue fragilità.
  - Mi esercito a vivere la vita come eucaristia, come culto di lode a Dio Padre, a offrire nel momento eucaristico le fragilità, ma anche le gioie rendendo grazie e lode per i doni ricevuti, facendo della propria vita mediante il Figlio dono gradito al Padre.
ECCLESIALITÀ - Scopro la Chiesa, comunità di persone, animata da vocazioni e ministeri: in questa multiforme ricchezza riconosco anche la mia vocazione.
- Scopro che l'Eucaristia, soprattutto domenicale, è fonte e culmine della vita ecclesiale, e nutre la mia vita nella Chiesa
- Scopro l'Eucaristia come espressione massima di lode e rendimento di grazie al Creatore per le grandi opere che compie ogni giorno.
  - Mi esercito a vivere l'Eucaristia domenicale con la comunità di appartenenza come momento di grazie al Signore per il suo operare nella Chiesa, nella società, nella famiglia, nel quotidiano.
  - Mi esercito a 'guardare' le persone concrete con le quali mi incontro ogni giorno con la stessa misericordia che il Signore ha verso di me, amandole anche nei loro limiti, valorizzandone i doni.
  - Mi esercito a lasciarmi formare dai doni espressi da tutte le vocazioni ecclesiali.
  - Mi esercito a vivere le relazioni in un atteggiamento di correzione fraterna.
LAICITÀ - Scopro rileggendo il mio quotidiano, tante fragilità personali, le quali, percependomi amata dall'amore misericordioso del Padre, se lo desidero, possono diventare strumento di riscatto, di rinascita spirituale e personale. Trasformo le “ferite” in “feritoie di luce”.
- Mi esercito a leggere i miei fallimenti, le mie precarietà, la solitudine (presenti e future) come momenti di “morte” nei quali maturare la speranza della Risurrezione, seguendo anche in questo la Pasqua di Gesù, che muore per risorgere.
- Mi esercito a essere misericordiosa nei confronti dei propri e altrui limiti.
- Mi esercito a non sfuggire le situazioni difficili ma ad entrare in esse (viverle intensamente) con Lui --> Faccio della mia giornata un'eucaristia (rendimento di grazie).
Se ho scoperto la misericordia di Dio su di me e su tutta la Chiesa, la presenza della forza rigenerante della Pasqua (del Cristo Risorto) in ogni situazione della mia vita, la cura della Chiesa per la crescita di un carisma che riflette la sua sponsalità, la celebrazione eucaristica come lode comunitaria e personale a Dio per il suo operare in mezzo a noi...

rispondo professando la mia confessio laudis, nella quale esprimo la mia sequela a Cristo (accogliendo la croce) donando il mio quotidiano con le sue povertà nella speranza di Cristo Risorto.

 

TERZA TAPPA

Dopo aver lodato il Padre che è nei cieli per la gioia data a noi in Cristo Gesù, speranza che non muore e che opera con la sua grazia nella nostra vita, ci si accinge a compartecipare alla missione evangelizzatrice della Chiesa, ad annunciare ai fratelli le grandi cose che il Signore ha fatto per noi. Si riscopre la vocazione profetica del cristiano che irradia ovunque si trova, la diaconia di un amore che si fa tutto dono, che si fa tutto a tutti. Seguendo il ritmo liturgico annuale, che bene esprime anche la vita stessa con i suoi momenti alterni, ci si educa a superare facili entusiasmi, a cogliere la possibilità di donare la vita per i propri amici, giorno dopo giorno. Si verifica se la propria vocazione profetica, alla quale è chiamato ogni battezzato, possa esprimersi pienamente soltanto seguendo Gesù a partire dalla consacrazione secondo il rito dell’Ordo virginum.

Obiettivi:

1. Aiutati dal vangelo secondo Luca, il vangelo dell’evangelizzatore, imparare a guardare, contemplare, come agisce Gesù per tentare di lasciarsi formare dai suoi sentimenti, atteggiamenti. Si diventa ciò che si contempla.

2. Vivendo con la propria comunità i tempi liturgici, mediante i quali la Chiesa rivive l’amore di Dio Padre per l’umanità, imparare a trarre da essi il nutrimento per la propria vita spirituale.

3. Avendo scoperto e sperimentato l’amore misericordioso del Padre, rivelatosi nel Figlio e che si manifesta mediante lo Spirito nella Chiesa, esercitarsi a testimoniare questa realtà mediante una vita gioiosa e piena di riconoscenza e gratitudine.

4. Imparare a leggere nella propria quotidianità la presenza del Signore.

 

Strumenti: lettura Gaudium et Spes III tappa Alla scuola del…Vangelo secondo Luca
e dei Tempi Liturgici
Iniziazione alla Diaconia
SPIRITUALITÀ - Scopro che il Signore mi educa attraverso la sua Parola, che si è fatta carne. Soltanto ascoltandola e tentando di metterla in pratica potrò essere un testimone attendibile del suo viscerale amore per me, per l'umanità intera.
- Scopro la mia partecipazione all'annuncio del Regno nel segno della verginità.
- Scopro la mia testimonianza come trasparenza alla presenza visibile e tangibile del Risorto. A partire dalla sua Parola
  - Mi esercito a rileggere il mio presente come storia di salvezza, storia d'Amore verso di me e l'intera umanità.
  - Mi esercito a rileggere il mio quotidiano custodendo e meditando gli eventi, vivendo i tempi liturgici.
  - Mi esercito a rileggere il mio cammino con il Signore a partire dal mio essere donna.
ECCLESIALITÀ - Scopro la Chiesa, sposa di Cristo, suo prolungamento, che continua nel tempo il suo Vangelo ascoltandolo e attualizzandolo.
- Scopro la mia corresponsabilità come donna vergine consacrata all'interno della missione della Chiesa.
  - Mi esercito a costruire ponti di comunione fra le varie realtà ecclesiali, a costruire l'unità perché il mondo creda.
  - Mi esercito a "respirare" con la Chiesa universale facendo mio, cercando di testimoniare con la propria vita, il magistero universale che si esprime nel primato della carità.
  - Mi esercito nell'attenzione al magistero del vescovo e al piano pastorale della mia diocesi.
LAICITÀ - Scopro le relazioni interpersonali e la mia presenza nel mondo professionale come occasione d'annuncio e costruzione del Regno.
- Scopro come il quotidiano ascolto della Parola, ascoltata e accolta nell'ambito della propria comunità parrocchiale, sta diventando sempre più mezzo di verifica e fonte indispensabile per vivere la mia vocazione di cristiana, di vergine consacrata.
- Scopro le figure di altre donne consacrate e non, che hanno saputo testimoniare con la propria vita, con il proprio essere donna, la loro sequela a Cristo
  - Mi esercito a vivere delle relazioni verso tutti, secondo la castità come libertà cioè curando uno stile di vita nello Spirito che ha come frutto pace, amore, gioia, benevolenza, dominio di sé...
  - Mi esercito a vivere la mia presenza nel mondo (lavoro, cultura, relazione) testimoniando mediante la propria vita di verginità la sponsalità, la castità per il Regno.
Se ho scoperto il mondo come luogo d'incontro con Dio, luogo di testimonianza e lotta contro il male, la Chiesa sacramento d'unità per l'umanità

Rispondo esplicitando la mia confessio vitae, esprimendo mediante la regola di vita, la mia sequela a Cristo, aprendomi allo Sprito per collaborare alla ricapitolazione in Cristo del mondo.

 

QUARTA TAPPA

Avendo ormai percepito quali sono i pilastri della vita di una vergine consacrata secondo il rito dell’Ordo virginum e riconoscendosi in essi, percependo in questi anni di cammino, che la vita con il Signore e per il Signore la rende una persona “completa”, la persona si accinge a incominciare ancora l’ultima tappa che dovrebbe diventare quasi una sintesi di tutto il cammino. Con il vangelo secondo Giovanni, ci si mette in cammino verso Gerusalemme, sotto la guida amorosa dello Spirito.

Obiettivi:

1. Verificare se la regola di vita ipotizzata è lo strumento che permette di sviluppare l’esperienza della nuzialità, partendo dall’esperienza dell’iniziazione cristiana che si compie nella chiamata alla verginità consacrata come vita nello Spirito

2. Curare l'intimità con Gesù sposo, rendendogli culto nell’Eucaristia, nella preghiera della Liturgia delle Ore

3. Curare la comunione con le altre vergini consacrate o in formazione della propria diocesi e di altre Chiese locali.

4. Imparare, esercitarsi, chiedere il dono dello Spirito, lasciarsi permeare da lui, affinchè possiamo veramente sempre più amare, lodare e servire Signore Gesù, testimoniando nel mondo il suo misericordioso amore.

 

Strumenti: lettura di Dominum et Vivificantem e del Rito di consacrazione delle vergini IV tappa Alla scuola del…Vangelo secondo Giovanni
Cantico dei Cantici

e del Mistero Pasquale
Iniziazione alla Sequela Christi
SPIRITUALITÀ - Sperimento che Gesù mi parla attraverso lo Spirito che è presente nella Chiesa (attraverso i sacramenti, continua a donarmi il suo amore giorno dopo giorno tramite essa) e in ogni momento della mia giornata.
- Sperimento che è nella Chiesa locale che vivo la pienezza del mistero di Cristo (cfr RICA) e mi esercito a vivere questa realtà.
  - Mi esercito a vivere la nuzialità che scaturisce dal Mistero pasquale (Pentecoste) e che il Rito celebra.
ECCLESIALITÀ - Vivendo la Parola, la Liturgia, la Diaconia, sperimento la circolarità della vita nello Spirito, nella Chiesa e con la Chiesa, nella quale sono membro vivo e vitalizzante.
- Sperimento che la verginità per il Regno è il ministero che mi inserisce nel cuore della Chiesa e del mondo, cfr Premesse CEIRito.
  - Mi esercito a vivere la Chiesa tutta ministeriale scoprendo che la verginità nasce dal ministero del vescovo assieme al matrimonio
LAICITÀ - Sperimento che Gesù esprime il suo amore e si rivela a me mediante il suo Spirito giorno dopo giorno nell’ordinarietà della vita.
- Sperimento che ha nei miei confronti gli stessi sentimenti e gli stessi atteggiamenti che ha avuto con i suoi contemporanei: semplicemente mi ama così come sono chiedendomi di amare me stessa.
  - Mi esercito, a vivere la mia sponsalità con Gesù come alleanza per il mondo e come segno dell’alleanza che ha già stabilito con il mondo.
  - Mi esercito a vivere la mia vocazioe anche come segno di contraddizione, ad essere nel mondo senza essere del mondo.
Se mi sono scoperta amata, rispettata, perdonata da Gesù, avendo percepito, capito, esperimentato che soltanto una vita consacrata secondo il rito dell’OV traduce la sequela del Signore secondo le modalità personali espresse nella regola di vita sperimentata,

esplicito la mia domanda al vescovo per accedere alla consacrazione secondo il Rito dell’Ordo virginum.

 

Alla domanda scritta della candidata dovrebbe seguire il discernimento del vescovo comunicato anche per iscritto. Se questo è positivo, il vescovo dopo aver fissato la data della consacrazione, acconsente che la candidata, possa accedere all’ultimo periodo in preparazione alla consacrazione.
Da prevedere:
Preparazione della comunità diocesana
Esercizi spirituali
Preparazione del Rito

 

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