Storia degli incontri nazionali

ALCUNE NOTE DI PRESENTAZIONE DELL’ORDO VIRGINUM IN ITALIA A PARTIRE DAL PERCORSO DEGLI ULTIMI ANNI ATTRAVERSO GLI INCONTRI NAZIONALI
PRESENTAZIONE GRUPPO PER IL COLLEGAMENTO

Il gruppo di consacrate che svolgono il servizio del “collegamento” (attualmente in numero di quattro e rinnovato ogni due anni in sede di assemblea, dalle partecipanti all’Incontro nazionale) non svolge unicamente un lavoro di coordinamento e di organizzazione, pur necessario, ma si pone al servizio delle varie realtà dell’Ordo presenti nelle diocesi italiane, favorendo e promovendo i contatti, il confronto, lo scambio tra persone che vivono la stessa vocazione. Questo stile di collegamento, definito da alcuni vescovi “leggero”, in questi anni ha aiutato a mantenere contatti essenziali e vitali tra realtà molto variegate, sostenendo un confronto progressivo tra i percorsi formativi di diverse diocesi e tra singoli cammini vocazionali, anche attraverso gli Incontri annuali, il Foglio di collegamento, i seminari di approfondimento, il contatto con la CEI e altre iniziative fin qui svolte. Pertanto, vediamo come la modalità con cui l’Ordo virginum in Italia conduce l’esperienza del collegamento riflette la natura di questa vocazione. Pur impegnandosi a vivere questo servizio con grande senso di responsabilità, il collegamento non è un organo di autogoverno né “dirigenziale”, ma uno strumento agile e flessibile di mediazione nei contatti tra persone e diocesi e di attuazione delle iniziative condivise, in piena aderenza e rispetto dell’identità stessa dell’Ordo virginum caratterizzato dal legame essenziale al proprio Vescovo diocesano e alla sua Chiesa locale senza altri organismi centrali o strutture.

CONTENUTI DEL CAMMINO DEGLI INCONTRI NAZIONALE DEGLI ULTIMI ANNI

Situazione al 1998

L’organizzazione del convegno affidata ad una diocesi, mentre la fa conoscere come realtà ecclesiale che vive in un contesto culturale e sociale proprio, è pure momento privilegiato per sensibilizzare e coinvolgere l’intera chiesa locale al cammino di consacrazione: gli stessi Vescovi diocesani hanno un momento di incontro con le convenute. Emerge l’esigenza di stabilire dei criteri che conducano il lavoro del collegamento in rispetto dell’identità personale e diocesana del carisma; si ricerca una formazione specifica non delegata ad altre realtà religiose; si fa più concreta l’attenzione della Conferenza Episcopale Italiana che, attraverso l’allora Segretario Generale, l’attuale card. Antonelli, esprime un referente nella persona di mons. Renzo Bonetti. La sfida da accogliere a questo punto diventa quella di dare più spazio alla conoscenza reciproca e al confronto, con una modalità nuova rispettosa delle esigenze e del cammino di ciascuna in un’ottica di comunione reciproca, all’interno dell’Ordo diocesano e con la chiesa particolare e universale. Si programmano spazi e tempi più ampi con un lavoro di gruppo finalizzato ad una partecipazione attiva e alla elaborazione personale dei contenuti proposti dai relatori: non più convegni ma incontri nazionali.

L’incontro nazionale di Frascati - RM - (26-30 dicembre 1998) ha segnato una tappa in tal senso. L’invito è stato quello di riflettere insieme, a partire dalla propria esperienza, su “Ordo virginum: dono per la Chiesa. Identità, Missione, Formazione”. Dopo il saluto iniziale di S.E. Mons. Ennio Antonelli quale Segretario Generale della C.E.I., Padre Ignazio Calabuig, Mons. Diego Coletti e Mons. Renzo Bonetti, sono intervenuti sulle tre dimensioni fondamentali proposte dal titolo. Nei tre pomeriggi a disposizione i gruppi hanno lavorato sull’approfondimento mettendo al centro la dimensione relazionale come elemento guida, fondamentale in ogni aspetto considerato, e si sono adoperati nell’elaborare progetti per il futuro secondo le esigenze emerse.

Dalla disponibilità offerta dalle presenti si è costituito un nuovo gruppo per il collegamento a cui spetta il compito di fare proprie le indicazioni e le aspettative portate in assemblea. Viene descritto in punti sintetici il senso e il procedere del lavoro di collegamento.

L’incontro di Fiuggi - FR - (2-5 gennaio 2000) ha orientato i lavori sul tema “La vergine consacrata nella Chiesa mistero di comunione”. Attraverso le due relazioni della Dott.ssa Cettina Militello “Ordo virginum: linee di ecclesiologia”, “Ordo virginum: alla ricerca di modelli” e quella di mons. Diego Coletti “Dalla ecclesialità alla spiritualità” si è voluta ricondurre tutta la riflessione nel suo alveo naturale, il contesto della chiesa locale, impegnando le convenute in un proficuo e interessante coinvolgimento nei gruppi di lavoro, negli incontri informali e con le testimonianze. Il gruppo per il collegamento si è adoperato anche a far conoscere ai relatori, in incontri previi, la realtà dell’Ordo e concordare con loro tematiche e sviluppi. Si prosegue e incentiva la divulgazione più capillare delle informazioni grazie alla pubblicazione e spedizione di un Foglio per il collegamento che viene inviato anche a tutti i vescovi diocesani.

L’incontro di Palermo (24-26 agosto 2001) prosegue su questa linea di metodo. Lo sviluppo del tema si apre ad una riflessione su “La vergine consacrata nella Chiesa sposa: vita spirituale e liturgica” tenuta con due relazioni da don Giorgio Mazzanti: “Le radici della vita spirituale” e “Vivere la liturgia come esperienza di sponsalità”. Oltre il confronto con il relatore, importanti i lavori di gruppo sulla Liturgia delle ore e sul Rito di consacrazione. In questo incontro convergono altri elementi: i risultati di una raccolta di dati fatti attraverso schede personali e diocesane sulla realtà dell’Ordo virginum in Italia; una riflessione più sistematica sulla figura del delegato che è portata avanti da qualche anno; l’esito della partecipazione di un gruppo di noi a due seminari: sul Rito condotto da Padre Lamberto Crociani e sulla spiritualità coordinato dalla équipe di Padre Marko Rupnik.

L’incontro svoltosi a Macerata dal 21 al 25 agosto 2002 adotta nuovamente la forma lunga dell’incontro con tempi più lunghi dedicati al confronto a cui si accostano momenti più rilassati di uscite alla scoperta di luoghi significativi dal punto di vista culturale e religioso. Al tema di riferimento “La vergine consacrata nella Chiesa particolare” le relazioni intendono accostare gli aspetti fondamentali della identità e formazione. I coniugi prof.ssa Giulia Paola Di Nicola e prof. Attilio Danese si esprimono sulla maturità umana: “Consacrazione e maturità umana nel mondo postmoderno” e “Femminilità e maternità oggi”; il prof. don Egidio Pietrella propone un excursus storico “La verginità consacrata nei Padri della Chiesa dei primi cinque secoli”; la dott.ssa Elena Bolchi ci illustra “L’Ordo virginum nei documenti del Magistero”; Padre Lamberto Crociani ci introduce nel “Celebrare la Consecratio virginum”; e S.E. Mons. Luigi Conti, quale Vescovo diocesano, in una sorta di conversazione sintetica, analizza “L’Ordo virginum nella chiesa particolare”.

Da quest’ultimo intervento si svilupperà un nuovo percorso che ci ha condotto per gli anni successivi. Già nei lavori di gruppo realizzati negli ultimi anni a partire dall’incontro di Torino è diventata sempre più pressante e condivisa la domanda circa la formazione: modalità, tempi, coinvolgimento della chiesa locale. In particolare emerge in più persone e realtà diocesane, a più livelli, l’esigenza di concretizzare la formazione in un modo proprio: più rispondente all’identità della consacrazione verginale e al suo articolarsi, contemporaneamente, in modo personale e comunionale. Si è infatti sperimentato che le modalità consuete di formazione alla vita consacrata possono rappresentare un valido supporto in mancanza di altro ma non sono applicabili all’Ordo virginum automaticamente, pena – forse – la sua deformazione o trasformazione. Quale formazione, allora? A quali modelli attingere? E da qui è scaturito l’interrogativo fondamentale: se l’Ordo virginum nasce e si sviluppa nella Chiesa locale - non tanto come spazio geografico ma come luogo significante -, quali mezzi e vie ha la Chiesa particolare per “formare”, “dare forma”, alla vita cristiana?

Appropriarsi dell’itinerario della iniziazione cristiana che la Chiesa offre come forma tipica al crescere della fede secondo la misura di Cristo, si rivelava per le presenti all’incontro di Macerata la “provocazione” giusta per impostare il cammino della vergine consacrata nel modo più confacente alle sue condizioni di vita e di formazione e in ascolto della tradizione ecclesiale. La relazione sull’inserimento dell’Ordo virginum nella Chiesa locale ha acceso un interesse così vivo e un coinvolgimento così immediato da suscitare l’avvio di un libero gruppo di studio e di confronto sulla formazione a partire dal cammino della iniziazione cristiana. La stessa tematica è stata proposta per il successivo incontro nazionale. Ed è stato bello scoprire che ci si muoveva sulla stessa strada della Chiesa italiana che stava lavorando sull’itinerario di iniziazione cristiana.

L’Ordo virginum di alcune diocesi si è confrontato con il fondamento battesimale della Consecratio virginum e ha avviato un percorso formativo sulla scia dell’itinerario dell’iniziazione cristiana. Anche singole vergini consacrate e donne in formazione stanno sviluppando la formazione specifica o permanente secondo questo percorso.

  All’incontro di Macerata converge anche tutto il lavoro svolto negli ultimi tre anni da un piccolo gruppo di studio - sottoposto all’apporto e alla valutazione di tutte - sulla identità e formazione della vergine consacrata. Tutto il materiale, quale contributo, è stato successivamente inviato alla Commissione Episcopale per il Clero e la Vita Consacrata che lo ha richiesto al fine di predisporre un possibile documento da presentare alla Conferenza Episcopale Italiana sull’Ordo virginum.

Ordo virginum e itinerario di iniziazione cristiana” è, quindi, il titolo dell’incontro nazionale tenuto, in forma breve, a Marola (RE) dal 21 al 24 agosto 2003. Nel messaggio di saluto del Segretario Generale della C.E.I., S.E. Mons. Giuseppe Betori, viene apprezzata la scelta di voler camminare in sintonia con gli orientamenti pastorali proposti dai vescovi alla Chiesa in Italia per il primo decennio del 2000 “Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia” e con la Nota pastorale del Consiglio Episcopale Permanente sull’iniziazione cristiana. Le relazioni sono tenute da S.E. Mons. Adriano Caprioli, Vescovo di Reggio Emilia-Guastalla e da S.E. Mons. Diego Coletti, vescovo di Livorno. La prima relazione “Iniziazione cristiana: forma tipica del cammino cristiano” approfondisce il tema mettendolo in relazione con l’immagine di Chiesa, con il cammino spirituale del cristiano e le figure di accompagnamento; le altre due: “Formazione nell’Ordo virginum come cammino di iniziazione cristiana” e “Iniziazione cristiana come formazione della vergine consacrata. Parola, preghiera, ministerialità” ripropongono le tre dimensioni della verginità, sponsalità, maternità secondo il Vangelo e quelle fondamentali della iniziazione cristiana – Parola, preghiera, ministerialità – portate a livello della formazione iniziale e permanente. Entrambi i relatori, però, sottolineano come i contenuti siano un richiamo per una successiva riflessione e rielaborazione che ciascuna è irrinunciabilmente chiamata a fare in modo personale e in comune sfruttando anche occasioni così preziose come gli Incontri nazionali. Suggerimento che in qualche modo era stato già anticipato dalla programmazione di un seminario di studio, in coda all’incontro, sul Rito di consacrazione delle vergini coordinato da Padre Lamberto Crociani.

La consapevolezza che per cominciare a camminare era necessario riappropriarci dei sacramenti dell’iniziazione cristiana, in primo luogo del nostro battesimo, ha determinato i passi successivi. Il gruppo che rifletteva sulla formazione ha svolto un fondamentale e previo lavoro di ricerca e confronto tra gli elementi dell’itinerario di iniziazione, il rito di consacrazione delle vergini, i periodi formativi, il dinamismo della vita del cristiano che coniuga, secondo ogni vocazione particolare, le virtù teologali e le esigenze dell’Evangelo.

Punto di partenza è stato ricomprendere la spiritualità battesimale, di cui Mons. Conti nella conversazione di Macerata, aveva decodificato gli elementi utilizzando la struttura della vasca battesimale antica. Il battesimo, cioè l’immersione in Gesù Cristo, è un percorso che si muove dall’annuncio-kerigma, ripercorre il suo cammino di discesa-kenosi, risale fino al compimento di una esistenza pasquale-martyria. Nel cammino che ci conduce all’umiltà di Cristo ci sostengono le virtù teologali della fede, speranza e carità e attraverso l’obbedienza, la povertà e la castità si rende visibile la testimonianza di vita cristiana, secondo lo Spirito.

Così il tema dell’incontro nazionale tenutosi a Cetraro (CS) dal 26 al 30 agosto 2004, esortava: “Ciascuno viva secondo la grazia ricevuta (1Pt 4,10). Le virtù cristiane nella vita della vergine consacrata”. Ai relatori è stato chiesto di illuminare i binomi fede-obbedienza (Don Vincenzo Lopasso); speranza-povertà (S.E. Mons. Giancarlo Maria Bregantini, Vescovo di Locri-Gerace); carità-castità (Maria Concetta De Magistris) anche in rapporto al carisma della verginità consacrata secondo la Consecratio virginum. Ai gruppi è stato affidato il compito, attraverso un lavoro personale, di rileggere i momenti specifici della propria esistenza a partire dai binomi suddetti e dal proprio cammino vocazionale e di rielaborali insieme per assumerli nel proprio stile/progetto di vita. Per favorire il lavoro nei gruppi e offrire ulteriori chiavi di lettura del percorso, è stato utilizzato il materiale elaborato dal gruppo di riflessione sulla formazione. Questa l’eredità dell’incontro di Cetraro che il nuovo gruppo di collegamento ha accolto e dilatato negli anni successivi.

Nel 2005 il tema centrale delle relazioni ma anche dei lavori di gruppo è stato sviluppato sullo sfondo del versetto tratto dalla seconda Lettera di San Paolo a Timoteo: “Certa è questa parola: se moriamo con Lui, vivremo anche di Lui” (2Tm 2,11 ) - Dal fonte battesimale, la piena maturità in Cristo”. In continuità con quanto emerso nel 2004 a Cetraro, l’Incontro nazionale di Napoli, sviluppando la relazione tra Umiltà e Martirio/Testimonianza come compimento ed espressione della vita cristiana adulta di ogni battezzato, si è posto come “naturale” completamento del percorso seguito dagli Incontri degli ultimi anni caratterizzati dalla riflessione in ordine alla radice battesimale della Consecratio virginum e all’esigenza di fondare la formazione specifica e permanente della vergine consacrata alla luce della forma tipica del cammino di iniziazione cristiana, in linea con i contenuti della Note pastorali del Consiglio Episcopale Permanente. Di particolare interesse e intensità spirituale è stata la relazione “Umiltà e Martyria: il Vescovo e la vergine consacrata sui passi del Risorto” a cura di S.E. Mons. Vincenzo Pelvi, Vescovo ausiliare di Napoli. Il seminario seguito all’incontro ha tradotto il lavoro degli anni precedenti in una esperienza di approfondimento e di laboratorio che ha aiutato ad entrare nella nostra vita di fede e di consacrazione secondo la dinamica dell’itinerario di iniziazione cristiana.

Nel 2006 si è cercato di ripartire dal Battesimo che ci dona “la vita nuova nello Spirito” per aprire nuove piste di riflessione e formazione. “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me”: è questo il versetto della lettera ai Galati che ha accompagnato il percorso tematico e l’esperienza dei lavori dell’Incontro nazionale svoltosi a Verbania-Pallanza in diocesi di Novara, dal 25 al 28 agosto 2006. Così, dopo aver approfondito negli ultimi anni in maniera sistematica la radice battesimale della verginità consacrata, è stata naturale l’esigenza di approfondire le caratteristiche de “La vita nuova secondo lo Spirito” come frutto maturo del cammino di iniziazione cristiana per coniugarle alla realtà vocazionale specifica dell’Ordo virginum, anche alla luce delle sollecitazioni provenienti dell’imminente celebrazione del IV Convegno ecclesiale nazionale di Verona. Il lavoro delle tre giornate si è articolato secondo le dimensioni dell’ascolto della Parola con la relazione di S.E. Mons. Renato Corti, Vescovo di Novara, della vita liturgica con il contributo del liturgista Don Pierangelo Chiaramello, e del vivere la testimonianza-carità con una tavola rotonda a cui hanno partecipato “testimoni” operanti in quei cinque ambiti “dell’esperienza personale e sociale” individuati della Traccia in preparazione al Convegno di Verona dell’ottobre 2006. In particolare sono interventi: per l’ambito “affettività” i Signori Maria Grazia e Umberto Bovani del santuario di Boves (CN); per l’ambito “lavoro e festa” il Sig. Andrea Olivero, Presidente nazionale ACLI; per l’ambito “fragilità” la Signora Dorina Campagnari, responsabile di comunità residenziali di accoglienza; per l’ambito “tradizione” la Signora Clementina Mazzucco, docente di Letteratura cristiana antica all’Università di Torino; per l’ambito “cittadinanza” il Signor Sergio Contrini, Presidente dell’Azienda di Servizi alla Persona del Comune di Pavia.

A Collevalenza (PG) nel 2007, in sintonia con il cammino e la riflessione della Chiesa italiana, in particolare alla luce del IV Convegno Ecclesiale di Verona dell’ottobre 2006, l’Incontro nazionale ha avuto per titolo: Nel tempo del vostro pellegrinaggio (1Pt 1,17) - La vergine consacrata nella Città e nella Chiesa”. Le finalità che si è proposto sono state quelle di offrire alcuni spunti di riflessione e ulteriori prospettive utili ai nostri cammini formativi diocesani e personali in ordine all’essere testimoni credibili del Risorto negli ambiti sociali ed ecclesiali in cui normalmente vive la vergine consacrata, con la propria specifica chiamata alla verginità per il Regno. In particolare sono stati affrontati due ambiti proposti a Verona: la “cittadinanza” e la “tradizione”, attraverso due relazioni rispettivamente del prof. Luca Diotallevi, professore associato di Sociologia all’Università di Roma Tre e curatore dell’ambito “cittadinanza” al IV Convegno ecclesiale di Verona, e di Sua Eminenza il Cardinale Ennio Antonelli, Arcivescovo di Firenze. Ad essi si è aggiunto l’ambito “lavoro e festa” oggetto del seminario di approfondimento successivo dal titolo “Fate questo in memoria di me...” in cui, attraverso un’attività laboratoriale, è stata approfondita la dimensione del quotidiano come sequela e imitazione del Signore attraverso una capacità relazionale totalmente rinnovata alla scuola dell’Eucaristia.

Un corpo invece mi hai preparato” (Eb 10,5). Dall’Eucaristia al quotidiano, con Maria donna del grande Sì” (San Giovanni Rotondo - FG - 2008). Il tema si pone in continuità con il percorso di questi ultimi anni accogliendo la riflessione della Nota pastorale dell’Episcopato italiano dopo Verona “Rigenerati per una speranza viva (1Pt 1,3): testimoni del grande «sì» di Dio all’uomo”, nonché il magistero di Benedetto XVI. In particolare si è proposto di affrontare tematiche relative alla maturità umana a partire dall’Eucaristia e sull’esempio di Maria, declinando l’ambito della “affettività” e l’ambito della “fragilità” secondo la specifica chiamata all’Ordo virginum. A partire dalla riflessione su “L’Eucaristia per una fragilità riconciliata e una affettività matura” attraverso la relazione di S.E. Mons. Vincenzo Pelvi, Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia per gli aspetti teologico-pastorali e quella di Mons. Domenico Dal Molin, Direttore del Centro Nazionale Vocazioni, per gli aspetti antropologico- formativi, si sono svolti due laboratori in cui le partecipanti hanno affrontare la dimensione della fragilità e della affettività nelle diverse età della vita della consacrata.

Tale cammino ha poi trovato pienezza alla luce dell’esperienza di Maria, proposta attraverso la riflessione di Suor Elena Bosetti, docente di Sacra Scrittura alla Pontifica Università Gregoriana. A partire da alcuni testi biblici Suor Elena ha fatto sintesi tra Eucaristia e quotidiano.

E la Parola si fece carne...” (Gv 1,14) Ordo virginum: passione per Dio, passione per l’uomo, San Gabriele dell’Addolorata (TE) 2009.

In continuità con gli incontri degli ultimi anni nei quali è stato seguito un percorso che ha portato ad approfondire la radice battesimale della verginità consacrata, la riflessione precedente e seguente il Convegno Ecclesiale di Verona 2006 e il magistero di Benedetto XVI, l’Incontro di quest’anno, anche tenendo conto delle istanze poste dal Sinodo dei Vescovi dell’ottobre 2008 sulla Parola di Dio nella vita della Chiesa, si è proposto di affrontare tematiche relative all’identità e testimonianza nella vita quotidiana della vergine consacrata, a partire dall’ascolto assiduo della Parola di Dio e sull’esempio della Vergine Maria e di Paolo apostolo. La dott.ssa Paola Bignardi (già Presidente Nazionale dell’Azione Cattolica Italiana) ha tenuto la relazione che ha aperto i lavori - Maria, passione per Dio, passione per l’uomo – e si è interrogata su Maria di Nazareth nei trenta anni caratterizzati dal silenzio e sul senso di questo tempo. Don Emilio Cicconi – Vicario per la Provincia d’Italia della Società San Paolo – ha tenuto una relazione dedicata a Paolo e alla sua passione per Dio e per l’uomo, declinandola secondo la vita delle consacrate dell’Ordo virginum.

Amore e fedeltà precedono il tuo volto” (Sal 88 [89], 15). Ordo virginum: la profezia della fedeltà, Loreto (AN) 2010.

A 40 anni dalla promulgazione del Rito di consacrazione delle vergini - prezioso tesoro della Chiesa dei primi secoli riscoperto dal Concilio Vaticano II - si è svolto dal 14 al 18 agosto a Loreto l’Incontro nazionale dell’Ordo virginum delle diocesi italiane. L’Incontro è stato quest’anno anche occasione per fare memoria del cammino percorso in questi quarant’anni da tante donne, che vivono la fedeltà alla Parola, la fedeltà alla Chiesa, la fedeltà al mondo. Dentro questa fedeltà le donne dell’Ordo virginum vivono la loro profezia dell’annuncio del Risorto. La prima relazione tenuta dalla prof.ssa Serena Noceti, docente di Teologia Sistematica presso la facoltà Teologica dell’Italia Centrale, ha avuto come tema la profezia tipica della verginità consacrata affermando che questa modalità è necessaria al mondo ed alla Chiesa perché manifesta l’attesa vigilante del ritorno del Signore. La tavola rotonda sul tema “Fedeli agli apostoli e con gli apostoli” alla quale sono intervenuti tre vescovi marchigiani: Mons. Armando Trasarti, Vescovo di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola, Mons. Giancarlo Vecerrica, Vescovo di Fabriano-Matelica e Mons. Gerardo Rocconi, Vescovo di Jesi, ha permesso alle partecipanti di sentire l’affetto dei pastori e ascoltare la loro esperienza su questa forma di vita. La relazione di padre Amedeo Cencini, canossiano: “Lettura sapienziale e prospettive future”, ha delineato le tappe fondamentali di un vero percorso formativo, culminante nella piena conformazione ai sentimenti di Gesù. Ad arricchire l’Incontro nazionale, ci sono stati laboratori di approfondimento e gruppi di studio, tenuti da tre consacrate. Molto interessante è stata anche l’omelia di mons. Conti, Vescovo di Fermo e presidente della CEM che ci ha invitate ad una lettura deuteronomica del nostro cammino ed alla custodia reciproca

“In ogni cosa rendete grazie” (1Ts 5,18). Ordo virginum: custode della speranza, Bergamo 2011.
In un contesto di comunione concreta tra di noi e la Chiesa, che in quest’anno ha celebrato il XXV Congresso Eucaristico Nazionale, abbiamo posto al centro l’Eucaristia. Così, dalla casa del “sì” di Maria alla casa domestica del servizio che diventa sequela. L’Incontro si è svolto presso il seminario di Bergamo dal 26 al 29 agosto. Il tema che ha accompagnato i convenuti: “In ogni cosa rendete grazie(1Ts 5,18). Ordo virginum: custode della speranza, ha tenuto conto dei suggerimenti offerti dai nostri vescovi durante l’incontro nazionale di Loreto, in particolare il richiamo, sentito fortemente dalle partecipanti, alla reciproca custodia, la stessa che deriva da una Parola incarnata quotidianamente e da una fedeltà che diviene servizio. I contributi proposti ci hanno offerto quindi, due piste di riflessione: l’una riguardante il fare memoria e l’altra la sequela come diaconìa.

Per fare memoria mons. Antonio Donghi, docente di Liturgia e di Teologia sacramentaria, attento alla realtà dell’Ordo virginum in Italia, ha tenuto una relazione dal titolo: “Preghiera eucaristica e sacerdozio comune”. Il percorso sul rendimento di grazie dei doni ricevuti, in questi anni di cammino insieme, è continuato con una tavola rotonda dal titolo: “La nostra storia come memoriale: l’Ordo virginum di tre Diocesi si racconta”. L’obiettivo è stato quello di favorire la rilettura della propria storia e farne memoria tramite l’ascolto delle storie di tre diocesi. Si è delineato così un intreccio di volti diversi dell’Ordo virginum, come diversi e unici sono i volti delle Chiese di provenienza ma tutti convergenti verso un unico Volto e un’unica trama, che diviene patrimonio comune e possibilità di custodia reciproca, nel rispetto delle diversità.

Per riflettere sul mistero dell’Eucaristia che si fa vita nel servizio, Caterina Ostinelli, biblista dell’Ordo virginum di Como, attraverso la lettura dell’icona biblica di Gv 13, ci ha aiutato a fare memoria del testamento diaconale di Gesù, con la relazione dal titolo Eucaristia e consacrazione sponsale. Al centro della relazione il mistero della passione e morte come dono totale di un amore eucaristico: Gesù, avendo amato i suoi che erano nel mondo li amò sino alla fine (cfr. v.1). La vergine consacrata vive nell’Eucaristia la misura della sua consacrazione sponsale. Il percorso proposto dalla Ostinelli ha seguito le tappe della lectio per consentire a ciascuna l’accoglienza, in uno spazio di silenzio personale, della riflessione proposta ed è stato orientato ad una reciproca condivisione sulla modalità di rendere attuale nel quotidiano e nelle nostre relazioni di vita, la Parola che il Signore ci dona.

Il seminario in coda all’Incontro e animato da Padre Crociani, religioso dei Servi di Maria, liturgista, ci ha condotte, attraverso l’analisi del rito della Consecratio virginum, a cogliere il rapporto tra convito nuziale e verginità consacrata per tradurre l’Eucaristia nella vita.

“Voi invece siete stirpe eletta” (1Pt 2,9). Ordo virginum, annuncio di carità, Mazara del Vallo (Tp) 2012 Dal 25 al 29 agosto si è svolto a Mazara del Vallo (Tp) l’annuale incontro nazionale dell’Ordo virgium delle diocesi che sono in Italia. Ampio spazio è stato dato alla riflessione sul munus regale, che nella vita della vergine consacrata si fa annuncio di carità, a partire dalla consapevolezza di essere parte viva di una «stirpe eletta» (1Pt 2,9). L’incontro di Mazara si è posto così a cerniera di un triennio di riflessione sui tria munera: da Loreto (2010) a Mazara del Vallo, passando per Bergamo (2011) gli ultimi incontri nazionali hanno dato la possibilità di cercare meglio nella vita di ciascuna vergine consacrata l’essenza del modus vivendi della profezia, del sacerdozio comune e della regalità.
I contributi liturgico - biblico - morale al tema della elezione e della regalità sono stati apportati da noti relatori della terra di Sicilia. Valeria Trapani, liturgista, ha analizzato il tema del sacerdozio regale, comune a tutti i fedeli in virtù del battesimo, inquadrandolo nella vita della vergine consacrata. “Benché nel rito della Consecratio virginum non vi siano elementi espliciti che riferiscano sulla dimensione regale, tuttavia essi si deducono dalla struttura del rito stesso, parallelo in alcuni elementi formali (processione introitale, interrogazioni, prostrazione...) al rito di ordinazione presbiterale. Ciò comporta una riqualificazione del modus celebrandi, che attiva la responsabilità pastorale e l’azione quotidiana”. Tony Caronna, biblista, ha indicato nel passaggio dalla sequela alla testimonianza la dimensione regale del credente, che si attua mediante l’offerta di sé come sacrificio spirituale. Così l’uomo diventa strumento di santificazione, perché “portatore di Dio nella storia e luogo antropologico del darsi di Gesù Cristo”. Don Antonio Parisi, docente di teologia morale, ha ribadito che la vita morale cristiana si fonda sulla conoscenza esperienziale di Cristo, sorgente di ogni salvezza; essere suoi annunciatori vuol dire “liberarsi da pregiudizi e condizionamenti, crescere nella consapevolezza della propria identità per esercitare la regalità nell’impegno di cambiare il mondo”.

Il calore della terra di Sicilia si è fatto sentire anche nella ricca presenza dei Vescovi della regione che, nonostante la concomitanza con la Settimana liturgica nazionale a due passi da noi, hanno voluto presiedere alcuni momenti liturgici. E così nella sua riflessione S. E. Mons. Mogavero, della Diocesi ospitante, ha definito le consacrate “ancelle delle nostre Chiese particolari”, capaci di chinarsi, come il buon Samaritano, sulle ferite umane. S. E. Mons. Di Cristina, arcivescovo di Monreale, ci vede a disposizione di Dio come “espressione profetica della purezza che non attende niente dal mondo” e si proietta nel futuro di Dio, che è pienezza di vita e di vita eterna. S. Em.za Paolo Romeo, vescovo di Palermo, ha invitato noi vergini consacrate ad essere donne radicate nella carità e pienamente inserite nel mondo, rompendo le barriere che relegano la vita consacrata nell’ambito privato ed intimistico, impedendo il lieto annuncio del Vangelo. Nell’omelia della Messa di conclusione S. E. Mons. Michele Pennisi, della diocesi di Piazza Armerina, alla luce del pensiero di Sant’Agostino, ha definito la verginità come “libero atto di amore”, custodita dalla carità e “splendida espressione della Chiesa” e ha rivolto alle consacrate l’augurio di un’ “adesione senza riserve all’amore di Cristo” e di una “ricerca costante della santità attraverso la testimonianza umile e gioiosa del Regno dei Cieli”.

Singolare e concreta è stata la testimonianza sull’interculturalità di Papas Joni Pecoraro, parroco della cattedrale e vicario generale di Piana degli Albanesi, che ha presentato l’esperienza della Caritas nella sua diocesi, i limiti e le caratteristiche del volontariato. In seguito le suore francescane di Maria hanno condiviso la loro esperienza di accoglienza di giovani tunisini nella Casa della Speranza di Mazara.

Un momento di condivisione ha visto il racconto dell’Ordo di cinque diocesi italiane (Nicosia-Pavia- Sorrento-Castellammare di Stabia-Piazza Armerina) della loro storia, letta come segno tangibile della presenza di Dio nell’oggi della storia.

“Nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore” (Gaudium et spes 1). Ordo virginum: provocazione nel mondo contemporaneo. La Verna (Ar) 2013 Si è svolto a La Verna dal 28 al 31 agosto 2013 l’annuale Incontro nazionale dell’Ordo virginum delle diocesi che sono in Italia, a cui hanno preso parte circa 200 partecipanti tra consacrate, in formazione, interessate e delegati dell’Ordo virginum delle diocesi.

Con L’incontro di La Verna si è aperto un nuovo percorso quadriennale dedicato all’approfondimento delle Costituzioni conciliari, a 50 anni dalla celebrazione del Concilio Vaticano II. La tre giorni ha avuto al centro la relazione di Padre Lamberto Crociani dal titolo La verginità consacrata partecipe del tempo presente e la testimonianza di quattro vergini consacrate, che hanno prospettato possibili modalità di attuazione della Gaudium et spes oggi nell’ambito del lavoro, della politica, della sofferenza, della cultura-arte. L’Incontro è stato introdotto da un seminario di studi dal titolo “Gesù ha amato con cuore d’uomo”, affidato a Mons. Carlo Rocchetta e alla dott.sa Marilena Civetta.

Forte l’incoraggiamento e il conforto della Chiesa toscana, che ha fatto sentire la sua voce nella presenza di S. E. Mons. Riccardo Fontana (Vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro), S. E. Mons. Mario Meini (Vescovo di Fiesole), S. E. Mons. Simone Giusti (Vescovo di Livorno), S. E. Mons. Rodolfo Cetoloni (Vescovo di Grosseto) S. E. Mons. Carlo Ciattini (Vescovo di Massa Marittima-Piombino), S. Em.za Giuseppe Betori (Arcivescovo di Firenze). Nelle loro omelie ampio spazio è stato dato agli aspetti vocazionali del “genuinamente umano”. S. E. Mons. Fontana, nella celebrazione di apertura ha sottolineato come “il legame della vergine consacrata col proprio vescovo esprima una realtà di consacrazione, che nel mondo anticipa il regno futuro e ricorda che la Chiesa comincia nella compagnia degli apostoli, accanto agli apostoli”. Nel giorno del ricordo del martirio di S. Giovanni Battista, S. E. Mons. Giusti, fissando l’attenzione sul “Battista che non sta zitto di fronte al male”, ha esortato a non vacillare e a tenere fisso lo sguardo sulla parola di Dio, soprattutto quando, per paura di farci tagliare la testa, rischiamo di essere risucchiati dalla cultura dominante. L’ultimo giorno lo spirito di Francesco ha ispirato S. E. Mons. Cetoloni che, nella preghiera delle lodi, richiamando la gradevolezza di questo luogo tanto caro a S. Francesco, ci ha ringraziato per ciò che siamo nelle Chiese locali e ci ha esortato a convertire il cuore attraverso ciò che “vi è di genuinamente umano” negli ambiti di vita, dove è quella capacità di relazione che ci fa simili a Dio e si esprime e passa attraverso le parole buone che “servano alla necessaria edificazione”. S. E. Mons. Ciattini, facendoci intravvedere col Vespro l’ora della luce vera in cui la Chiesa si ferma a ringraziare il Signore e “per dirci beati” nonostante “siamo malati di morte”, ci ha esortato ad andare da Lui per essere guariti e per essere messi in guardia dalla morte secunda.

Nell’Omelia della celebrazione Eucaristica di fine Incontro nazionale, nel Santuario di S. Francesco a La Verna, S. Em.za il Cardinale di Firenze Giuseppe Betori ha ribadito il senso della nostra consacrazione, l’essere cioè chiamati alla santità, a quel disegno nella mente di Dio che è espressione del suo stesso amore per noi. Una santità che dice con la vita il primato di Dio in una società che stabilisce i canoni della inclusione e dell’esclusione. Quell’essere creature che esercitano la libertà personata nel tempo e nello spazio, per fare del proprio corpo lo strumento dell’azione dello Spirito. “La scelta della verginità per il Regno è testimonianza di Dio nella limpidezza del rapporto con i Fratelli” – ha proseguito il Cardinale – “messaggio di dignità della persona, offerto a tutti, in questo contesto culturale in cui il corpo è strumento di sopraffazione”. Alla fine, in riferimento alla parabola delle Dieci vergini, ha consegnato alla nostra riflessione ciò che qualifica “l’olio delle vergini sagge”. È un olio preparato con cura, fatto di obbedienza alla Parola nelle concretezza della vita e che per questo facilita il riconoscimento e l’accoglienza da parte dello Sposo. Con questa ‘consegna’ e il saluto a tutti i partecipanti siamo scesi dal ‘Monte’ per tornare nelle nostre Chiese più pronte ad accogliere quel “genuinamente umano” che ha fatto da sfondo a questo appuntamento.

Dal 1 al 2 marzo 2014 si è tenuto il seminario di approfondimento sulla costituzione conciliare Sacrosantum Concilium. Insieme a P. Silvano Maggiani si sono approfonditi in particolare il n.1 “per far crescere tra i fedeli sempre più la vita cristiana” e il n.80 “si sottoponga a revisione il rito della consacrazione delle vergini”. Nel n.1 c’è l’impegno a fare le riforme della forma liturgica: cioè a rinnovare e riscoprire in modo più autentico i sacramenti, in particolare l’Eucaristia, Si pone attenzione non solo alla riforma dei libri liturgici, ma a far prendere coscienza al popolo di Dio dell’evento fondatore accaduto una volta per tutte: ciò che Cristo ha compiuto con la sua vita, morte e risurrezione. Nel n.80 si sottolinea che, se la liturgia è fonte e culmine della vita cristiana, in essa la vergine consacrata attinge ad un “ passato” che è il mistero pasquale, che si apre ad un futuro che è la dimensione escatologica. Come vergine consacrata faccio parte di una storia di salvezza per collaborare a questa storia di salvezza. Per un sigillo nuovo, la consacrazione, sono collaboratrice del mistero di Dio.
Orosei Incontro Nazionale O.V. che si è svolto dal 31 luglio al 3 agosto 2014, in Sardegna. “Vivano con lode senza ambire la lode (RCV 38)”: questo è il titolo dell’incontro nazionale che vuole aiutarci a comprendere meglio la Sacrosanctum Concilium.
I lavori sono aperti dalla relazione di P. Maggiani che presenta questa costituzione conciliare in due parti:
1- Analizza la S.C. nel termine “Liturgia” in 5 punti:
a- liturgia è ciò che Cristo ha compiuto con la sua vita fino alla croce;
b- liturgia come celebrazione nel rito della Sua vita;
c- liturgia e libri liturgici;
d- liturgia come scienza liturgica;
e- liturgia come culto spirituale di Cristo e della Chiesa.
2- Nella seconda parte sottolinea il rapporto tra la S.C. n.80 e l’O.V. in cui si raccomanda che sia rivisto il rito di consacrazione delle vergini.
Anche qui 3 punti:
a-nella liturgia la vergine riceve e risponde al dono di Dio nella gratuità;
b- partecipare attivamente alla azione liturgica mettendo in comune i doni e i carismi;
c- necessità della formazione liturgica.
Il giorno seguente Mons. Francesco Lambiasi presenta la Nota pastorale “ O.V. nella chiesa in Italia”.
La sua relazione sottolinea in particolare 3 punti:
1- dietro la nota: il vangelo della verginità che fa riferimento alla verginità di Gesù e al suo retroterra che è l’A.T. dove si trovano a questo proposito spunti interessanti;
2- dentro la nota: dove si sottolineano i 3 fattori che concorrono a configurare il profilo teologico dell’O.V.: verginità, diocesanità, secolarità;
3- oltre la nota: “la riforma della Chiesa ha sempre coinciso con la nascita di una nuova forma di vita consacrata” cosi conclude Mons. Lambiasi.
Anche l’O.V. è chiamato a dare il suo contributo. La nota era attesa da anni: ora non resta che accoglierla e viverla.

L’anno 2015 si è rivelato particolarmente ricco per il percorso formativo dell’Ordo Virginum. Il consueto Seminario di studio di febbraio, vissuto a Roma nei giorni 14-15 febbraio, è stato pensato come propedeutico all’Incontro nazionale. La relatrice, Lisa Cremaschi, monaca della comunità di Bose, ha presentato la costituzione dogmatica Dei Verbum nella sua origine, nel suo percorso di formazione con le problematiche connesse e nell’essenzialità della sua struttura. Al Seminario ha fatto seguito la presentazione della Nota pastorale della CEI “L’Ordo Virginum nella Chiesa in Italia”, a cura della Commissione episcopale per il clero e la vita consacrata, tenutasi il 16 febbraio. S. Ecc. Mons. Francesco Lambiasi, già Presidente della Commissione, ha illustrato il contenuto della Nota attraverso un excursus storico-teologico della verginità, che trova in Gesù Cristo la sua fonte originaria. Prima della Nota, dunque, c’è una storia d’amore: quella di Dio per l’umanità; quella del Dio incarnato, Gesù, che ha amato il Padre e l’umanità con cuore indiviso. La Nota pastorale nasce dalla volontà di presentare il profilo teologico del carisma dell’Ordo, contraddistinto da tre aspetti fondamentali: la verginità, la diocesanità, la secolarità. Sequela di Cristo e sponsalità rappresentano le coordinate di una scelta di vita radicata nell’amore vero, immediato e trasparente, che pone la vergine consacrata nel cuore della Chiesa, inserita nel mondo e per il mondo. Lambiasi prova a guardare avanti ed ipotizza un futuro bello per l’Ordo nella misura in cui saprà ascoltare l’invito di papa Francesco: essere Chiesa in uscita missionaria, come auspicato nell’Evangelii gaudium. La relazione di Mons. Pio Conte, delegato arcivescovile per l’Ordo Virginum della Diocesi di Brindisi-Ostuni, ha approfondito la figura ed il ruolo del delegato vescovile per l’Ordo alla luce della Nota pastorale. “Il suo – dice Mons. Conte – è l’apostolato dell’attesa e della meraviglia”, avendo cura della formazione delle consacrate e accompagnandole fraternamente nel percorso di vita. “In te, Signore, possiedano tutto” (RCV) 38. Ordo Virginum: “L’ignoranza delle Scritture, infatti, è ignoranza di Cristo”. Questo il tema dell’Incontro nazionale ospitato dalla Diocesi di Milano e tenutosi al Seminario maggiore di Venegono Inferiore nei giorni 27-30 agosto 2015. La Dei Verbum è stata il filo conduttore delle relazioni proposte e dei gruppi di lavoro. Lisa Cremaschi, monaca della comunità di Bose, ha messo in evidenza l’importanza dell’ascolto della Parola nella vita della Chiesa, affinché essa sia annunciata ovunque, nella semplicità a nella povertà. Anche nella relazione di Elisa Chiorrini, consacrata dell’Ordo, è stata sottolineata l’importanza fondamentale dell’autenticità dell’ascolto, vivendo così la dimensione profetica propria di tutti i battezzati. Nel percorso esodale della consacrata, la Chiorrini ha invitato ad interrogarsi se e quanto la Parola guidi i suoi passi e si rifletta nella quotidianità. L’intervento del Card. Angelo Scola ha aggiunto il dato della fede, personale e comunitaria, quale presupposto per accostarsi alla Parola. Alle consacrate che hanno animato la tavola rotonda è stato chiesto di condividere con l’assemblea la loro esperienza di vita nel rapporto con la Parola di Dio. L’Incontro nazionale è stato preceduto dal Seminario di studio sul tema dell’obbedienza della vergine consacrata nel duplice ambito Chiesa-mondo. L’obbedienza autentica nasce dall’ascolto continuo, coltivato e curato della Parola di Dio ed ha in sé, secondo Mons. Diego Coletti, una forte dimensione profetica. Per la Buccioni l’obbedienza è dettata proprio dal fatto che la consacrata dell’Ordo è donna profetica, donne della fine dei tempi, donne del paradosso.

Nel 2016 l’Incontro dell’Ordo Virginum delle diocesi italiane vissuto, è stato vissuto dal 25 al 28 agosto 2016, presso la Fraterna Domus di Sacrofano (Roma).
“Nel cuore della Chiesa per la vita del mondo”: è stato il titolo scelto per questo annuale appuntamento ricco di momenti di preghiera, studio, confronto e fraternità che ha offerto l’occasione per analizzare il significato della presenza della consacrata nell’Ordo “nel cuore della Chiesa” e la sua missione per “la vita del mondo”.
Le 170 partecipanti, tra le quali anche consacrate provenienti dalla Francia, dall’isola di Malta e dalla Finlandia, hanno analizzato il carisma dell’Ordo Virginum alla luce della costituzione Lumen gentium del Concilio Vaticano II. E’ terminato, così, il percorso di studio delle quattro costituzioni conciliari iniziato nel 2013, con la Gaudium et spes, proseguito nel 2014 con la Sacrosanctum concilium e lo scorso anno con la Dei Verbum.
L’approfondimento teologico è stato affidato a Serena Noceti, docente di ecclesiologia e antropologia teologica, che ha tenuto una relazione su “Identità e vita dell’Ordo Virginum. Una lettura a partire dalla Lumen gentium” e a mons. Oscar Cantoni, membro della Commissione Cei per il clero e la vita consacrata e suo delegato per l’Ordo Virginum. Oggetto del suo intervento è stata la Nota pastorale “L’Ordo Virginum nella Chiesa in Italia”.
Quali sono l’identità e la missione della vergine consacrata? Che cosa può dire alla Chiesa e al mondo di oggi la scelta pubblica di una vita completamente dedicata al Signore nella quotidianità di un’esistenza ordinaria? Su questi interrogativi ha riflettuto Serena Noceti nella sua relazione densa di riferimenti biblici e magisteriali. La teologa ha ricordato come la restituzione dell’Ordo Virginum si radica nell’evento conciliare e nel ripensamento complessivo della vita ecclesiale, la missione, le forme celebrative, le dinamiche della vita e della partecipazione. Partire dal Vaticano II è dunque essenziale per comprendere la specificità dell’Ordo Virginum. Un’ecclesiologia che ritorna alle sue fonti vitali, al Nuovo testamento, che rilegge le tradizioni, ma allo stesso tempo desidera operare un ripensamento complessivo. Guida i padri del concilio la consapevolezza che il modello tridentino di Chiesa cominciava a mostrare i suoi limiti sia dal punto di vista socio religioso sia dal punto di vista della riflessione teologica. Il ripensamento dal quale l’Ordo Virginum rinasce è la consapevolezza che la Chiesa esiste per mantenere nella storia l’annuncio del vangelo, la memoria di Gesù fino al suo ritorno. Dunque una Chiesa che si ripensa non più al centro di tutto, ogni ecclesiocentrismo è bandito dalla Lumen gentium, ma si ripensa al servizio del regno che viene nella storia. La Chiesa si considera come piccolo gregge, come germe, piccola parte dell’umanità che accoglie la venuta del regno di Dio.
Altro elemento importante - evidenziato dalla Noceti - è il recupero della Chiesa locale dopo secoli in cui la prospettiva era stata universalistica, guardava la Chiesa intera ovunque diffusa e le diocesi come parte di quest’universalità. E infine la riscoperta del sacerdozio comune, perché ciascuno con il battesimo partecipa del sacerdozio di Cristo. Si tratta di un sacerdozio della vita, che è il dono di noi stessi per amore di Dio e dei fratelli nella storia, nel lavoro, la vita quotidiana, nelle relazioni.
Tratteggiando l’identità carismatica della consacrata dell’Ordo la Noceti ne ha evidenziati tre tratti: «siete donne dedicate, cioè totalmente donate per il regno, la chiesa locale, la santità; siete segno, perché rinviate con tutto voi stesse la venuta del regno: la dimensione escatologica; siete una pluralità di figure, l’aspetto che vi caratterizza è vario, molteplice, dai vestiti al modo di porvi, dalle scelte professionali agli impegni ecclesiali. Nell’unico Ordo non ripercorrete gli stessi canoni ma arricchite l’Ordo di volti, di figure, di storie».
Essere presenza evocante e presenza profetica è la specificità della consacrata nell’Ordo che deve essere segno dell’attesa vigilante o meglio ancora la forza parlante, l’essere custode della promessa di Gesù. Essere le custodi nel frattempo della promessa dell’amore di Cristo che porterà a compimento il regno. Dunque donne messianiche, in attesa, con la Chiesa e nella Chiesa, del Messia.
Mons. Oscar Cantoni, che ha portato alle partecipanti all’incontro, l’abbraccio benedicente dei vescovi italiani ha più volte espresso un vivo apprezzamento nei confronti di questa vocazione, definendola «un vero dono dello Spirito, offerto a tutta la Chiesa che è in Italia». Nel suo intervento mons. Cantoni si è soffermato sulla dimensione diocesana, ricordando che il vescovo, che è garante della comunione di carismi, deve custodire e promuovere questo dono. La consacrazione, infatti, «non è solo una scelta personale ma è condivisa nella Chiesa e si nutre di un’intima partecipazione alla Chiesa locale, nelle diverse realtà pastorali, secondo le proprie competenze».
Alle consacrate ha poi rivolto un paterno invito, quello di essere «segno dell’amore di Dio per tutti, con tenerezza, con impegno, con uno stile di presenza, con lo sguardo attento a intercettare le sfide pastorali di oggi, perché la missione è quella di esserci. In nome della Chiesa».
La Tavola rotonda ha voluto far emergere esperienze significative, positive ma realistiche, senza cercare l’eccezionalità. Ad alcune consacrate, provenienti da diverse regioni e da variegate esperienze professionali ed ecclesiali, è stato affidato il compito di condividere la propria testimonianza, segno della creatività dello Spirito Santo nell’unicità della risposta di ciascuna all’iniziativa d’amore di Dio.
Giusy Avolio, insegnante di religione della diocesi di Napoli, Maria Antonietta Nieddu, pensionata della diocesi di Nuoro, e Marzia Rogante, psicologa della diocesi di Fermo, hanno raccontato con semplicità e fascino, perché hanno scelto di donarsi totalmente a Cristo Sposo e come vivono la propria vocazionale verginale nel mondo. La centralità di Dio nel vissuto quotidiano, l’impegno nella costruzione di relazioni autentiche, l’esperienza di una solitudine “abitata”, il rispetto e la tenerezza nell’accogliere tutte le pieghe e le piaghe dell’umanità, la gioiosa tensione del “già e non ancora”: questi sono i tratti caratteristici di una quotidianità intessuta di lavoro e impegno, di silenzio e preghiera, dei piccoli e concreti gesti dell’amore.
Dalle testimonianze ascoltate abbiamo ricevuto stimoli e suggerimenti per riflettere nei gruppi di studio che sono seguiti.
Numerosi i Vescovi che hanno presieduto le celebrazioni liturgiche: mons. Giuseppe Marciante, Vescovo ausiliare di Roma, mons. Raffaello Martinelli, Vescovo della diocesi Tuscolana, mons. Paolo Lojudice, Vescovo ausiliare di Roma, mons. Romano Rossi, Vescovo della diocesi di Civita Castellana, p. Agostino Montan, già delegato per l’Ordo Virginum di Roma, e don Giuseppe Capsoni, docente di diritto canonico.
Per la prima volta nella storia dei nostri incontri nazionali le consacrate hanno ricevuto la visita del cardinale João Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, che ha incontrato le partecipanti per un momento di gioioso confronto manifestando, con amorevole vicinanza, quanto questo dono dello Spirito sia nel cuore della Chiesa. La sua partecipazione ci ha trasmesso la sollecitudine di Papa Francesco nei confronti dell’Ordo Virginum e la consapevolezza che questo carisma è nel cuore della Chiesa universale che vive nella Chiesa locale.

Nel 2017 il Seminario nazionale delle consacrate dell’Ordo Virginum si è svolto, sabato 25 e domenica 26 febbraio, presso “Casa tra noi” (Roma).
“La vocazione all’Ordo Virginum alla luce del magistero di Papa Francesco” è stato il titolo dell’incontro che ha visto oltre ottanta partecipanti impegnate a leggere il carisma dell’Ordo alla luce dell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium.
Mons. Oscar Cantoni, vescovo di Como e delegato per l’Ordo Virginum della Commissione episcopale Cei per il clero e la vita consacrata, ha aperto i lavori rivolgendo alle presenti parole di apprezzamento per l’iniziativa che permette la reciproca conoscenza, favorisce la comunione e alimenta la formazione permanente. Tutti aspetti che dovrebbero essere sentiti come esigenze forti nella vita delle consacrate.
Relatore del Seminario è stato mons. Vincenzo Pelvi, arcivescovo di Foggia – Bovino, con un intervento intitolato “Stupite il mondo con una vita credibile e attraente”.
«E’ arrivato il momento di sciogliere gli ormeggi, intraprendere nuovi viaggi, costruire ponti, per rendere attuale il vangelo e irradiarne la luce e la bellezza. Se la vita consacrata vuole riscoprirsi nel suo senso e autenticità deve tornare alle fonti, alle sue radici, alla fonte viva che è Gesù Cristo»: ha affermato mons. Pelvi. La vitalità del carisma dell’Ordo Virginum, dipende dallo Spirito che lo abita. È necessario uscire dalle proprie comodità e sicurezze per aprire gli occhi su quei luoghi umani personali e comunitari, sociali ed ecclesiali, fuori dalle nostre comunità o al margine di esse, dove c’è bisogno della luce e della sapienza del vangelo.
«Sogniamo che le donne dell’Ordo vivano di profezia, di tenerezza, di desideri, di gioia evangelica. La profezia del vostro carisma scompagina le nostre abitudini e il quieto vivere».

“La gioia del Vangelo coinvolge, accompagna, fruttifica e festeggia”. Queste parole dell’esortazione apostolica di Papa Francesco Evangelii gaudium hanno dato il titolo all’Incontro Nazionale dell’Ordo Virginum delle diocesi italiane. Un evento, accolto per la seconda volta dall’Arcidiocesi di Napoli, che si è tenuto dal 23 al 27 agosto 2017 presso il centro congressi “American Hotel” di Agnano Terme.
I circa 230 partecipanti, tra consacrate dell’Ordo Virginum, donne desiderose di conoscere più da vicino questa realtà ecclesiale, vescovi e loro delegati per l’Ordo, durante questa preziosa tappa di riflessione e condivisione, sono stati impegnati a fare dell’Evangelii gaudium un programma di vita personale, incarnando il desiderio di una Chiesa viva, cordiale, fiduciosa, capace di andare oltre i tradizionali spazi per affinare le sensibilità, e ridefinire, a partire dal Vangelo, le priorità. Una Chiesa umile, disponibile a cambiare e rinnovarsi a partire dall’incontro, dalla relazione e non preoccupata di auto preservarsi. Perché, come scrive il Pontefice: «Preferisco una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze».
Ad aprire l’incontro è stata la celebrazione eucaristica presieduta da mons. Oscar Cantoni, vescovo di Como e delegato per l’Ordo Virginum della Commissione Cei per il clero e vita consacrata. Nell’omelia mons. Cantoni ha definito l’Ordo «una grazia dello Spirito Santo che si manifesta attraverso un forte vincolo di comunione tra persone battezzate, che non si sono scelte tra loro, ma che si scoprono avvolte da un medesimo amore di predilezione da parte dell’unico Sposo, a cui si sono liberamente donate nella verginità, e per questo si ritrovano unite in un legame effettivo ed affettivo, in una comunione fraterna e solidale con molte altre sorelle, che vivono in Italia a servizio del Regno di Dio».
La relazione principale è stata affidata al cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia - Città della Pieve e presidente della Cei, mentre Gloria Mari, consacrata della diocesi di Milano, ha offerto la propria testimonianza.
Il cardinale Bassetti ha letto il carisma dell’Ordo Virginum alla luce delle sfide presenti nell’Evangelii gaudium invitando le vergini consacrate ad uscire incontro allo Sposo e incontro agli altri, per comunicare loro il tesoro del Vangelo con generosità e prossimità. Individuando nella sponsalità lo specifico del carisma dell’Ordo «antichissima forma di amore a Cristo, segno e strumento della sollecitudine dello Sposo alla Chiesa sua sposa», il cardinale si è soffermato sulle qualità dell’amore inteso non come sentimento vago e fuggevole, ma come impegno definitivo e dedizione totale di sé. Ogni amore cristiano trova il suo riferimento nella dedizione verginale di Cristo. La vergine consacrata dunque «per donarsi totalmente deve possedersi totalmente».
Alla luce della lettura dei segni dei tempi di papa Francesco, alle consacrate è stato suggerito che «l’estrema periferia è l’indifferenza», male dei nostri giorni che trova la sua radice nell’indifferenza verso Dio da cui scaturisce l’indifferenza verso il prossimo e verso il creato. «È questo uno dei gravi effetti di un umanesimo falso e del materialismo pratico, combinati con un pensiero relativistico e nichilistico. L’indifferente chiude il cuore per non prendere in considerazione l’altro chiude gli occhi per non vedere ciò che lo circonda o si scansa per non essere toccato dai problemi altrui». Per questo Bassetti ha chiesto alle consacrate dell’Ordo di non richiudersi nelle sacrestie, per raggiungere “le estreme periferie” con vicinanza e tenerezza, lottando contro «la globalizzazione dell’indifferenza» (EG 54), rendendosi protagoniste della conversione pastorale della Chiesa e diventando quel richiamo profetico che rende una vergine consacrata «sacramento efficace dell’amore di Gesù per gli altri, fontana che, pur se sigillata, disseta». Bassetti ha, poi, chiamato le consacrate a essere dono: custodi del tesoro della verginità capaci di dare al proprio cammino il ritmo della prossimità, sperimentando un impegno sempre più attivo nella vita ecclesiale, sociale, culturale e politica, e mostrando a tutti, specie i più “scartati”, il volto materno, tenero e accogliente della Chiesa.
Nella sua testimonianza Gloria Mari ha raccontato di come attraverso la preghiera e l’ascolto della Parola abbia compreso che il Signore la chiamava a cambiare profondamente la propria vita ed impegno per gli atri. Geologa e responsabile dell’ufficio stampa dell’editrice Àncora, Gloria arriva per caso a Nosedo, area a sud di Milano, dove anticamente vi era un bosco di noci, cerniera tra la città e la campagna. Sentendo l’esigenza di momenti di preghiera più prolungati fu affidata a lei e a una delle più anziane consacrate italiane, Ancilla Beretta, una chiesetta che hanno fatto rivivere. Consapevoli che la Parola si è fatta Carne ed è stata affidata a una donna, le due consacrate hanno accolto questa opportunità e dopo un accurato ascolto del territorio hanno trasformato quel luogo in “sentinella nella città” e accolto il grido dei poveri e dei più disagiati.
Dal 2001 a oggi il Centro Nocetum, che attualmente comprende un’Associazione privata di fedeli, un’Associazione Onlus e una Cooperativa sociale, ha ospitato e guidato verso l’autonomia più di 2000 persone, intercettando il bisogno che il mondo ha non di discorsi, ma di vita e divenendo testimonianza incisiva e provocatoria della chiamata della Chiesa a uscire verso le periferie. Centinaia di famiglie sono state accompagnate a trovare un lavoro dignitoso e una casa; più di 200 bambini inseriti a scuola; 170 ragazzi aiutati con il doposcuola; a più di 1770 persone vengono distribuiti pasti e medicine; più di 1000 persone hanno partecipato ad Happy hour multiculturali; varie centinaia di persone accolte per trascorrere il giorno di Natale, Pasqua e dell’Assunta.
Attualmente Nocetum gestisce una Comunità educativa e un Alloggio per l’autonomia rivolto a donne con bambini in situazione di disagio e fragilità sociale. Eroga servizi lavorativi alle fasce deboli in ambito agricolo, trasforma prodotti e propone catering per feste e ricevimenti, attivando anche una bottega con prodotti a chilometro zero; organizza percorsi didattico educativi per scuole e gruppi per far conoscere e apprezzare il territorio dal punto di vista ambientale, artistico e culturale; svolge attività di volontariato ed iniziative multiculturali per favorire l’integrazione e la coesione sociale del territorio.
I momenti di preghiera sono stati presieduti dal cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, mons. Oscar Cantoni, mons. Gennaro Pascarella, Vescovo di Pozzuoli, mons. Salvatore Angerami, mons. Lucio Lemmo e mons. Gennaro Acampa, vescovi ausiliari di Napoli, mons. Francesco Alfano, arcivescovo di Sorrento Castellammare, padre Michele Petruzzelli, abate di Cava de’ Tirreni e don Dario Ferraro, vice delegato Ordo Virginum di Napoli.
Come consuetudine, ad anni alterni l’Incontro nazionale è preceduto da un Seminario di studio che ha approfondito il tema della “povertà nel carisma dell’Ordo Virginum”, curato da padre Lamberto Crociani, dei Servi di Maria, e da Emanuela Consoli, consacrata della diocesi di Frascati.
L’Incontro si è concluso, nella cattedrale di Napoli, con la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Sepe che nell’omelia ha invitato le consacrate a ripartire con rinnovato slancio per un impegno nel mondo che le renda incarnazione dell’amore di Dio. «Siate donne che sentono il bisogno di annunciare Cristo con la vita e non a parole. Donne che incarnano la gioia del vangelo senza paura di sporcarsi le mani. Donne che vivono nel mondo ma non sono del mondo, chiamate in prima linea a spendersi per il mondo».

Nel 2018 il Seminario invernale si è tenuto il 10 e 11 febbraio, presso Casa tra noi (Roma). All’incontro hanno partecipato oltre 100 consacrate e vari Delegati diocesani. Le consacrate hanno riflettuto su “La vocazione all’Ordo Virginum alla luce del magistero di papa Francesco”, soffermandosi sul discernimento e la formazione in vista della consacrazione a partire dalla Nota Cei “L’Ordo Virginum nella Chiesa in Italia” e accogliendo quelli che sono i suggerimenti della Evagelii gaudium. Relatore è stato p. Amedeo Cencini, esperto di formazione, che ha tenuto la relazione: “Davanti a Dio, nel mondo e per il mondo”.

Il trentesimo Incontro nazionale, accolto dalle diocesi del Triveneto, dal 22 al 26 agosto, ha avuto come titolo: La gioia del Vangelo abita, educa e trasfigura il cuore. “Evangelizzare arricchisce la mente ed il cuore, apre orizzonti spirituali, rende più sensibili per riconoscere lazione dello Spirito” (EG 272).             Scopo del convenire di oltre 200 tra donne consacrate e in formazione, è stato continuare ad approfondire l’Evangelii Gaudium alla luce del Convegno ecclesiale di Firenze. Dopo aver riflettuto sull’importanza di “uscire” verso le periferie esistenziali e “annunciare” a tutti la gioia di essere creature pensate e amate da Dio, quest’anno ci siamo chieste come: “abitare” il mondo in cui viviamo accettando e assumendo le sfide che esso ci pone; “educare” noi stessi e i fratelli a riscoprire ciò che è vero e bello secondo la logica del Vangelo; “trasfigurare” le nostre relazioni e farci testimoni della misericordia che sola dà senso e pienezza alla vita umana.         
Ha guidato la riflessione mons. Renzo Bonetti, già delegato Cei per l’Ordo virginum, con la relazione “Il significato dell’Ordo virginum nel contesto della crisi del matrimonio e della famiglia”.                     
L’Incontro è stato preceduto da una giornata di Seminario laboratoriale che ha offerto l’occasione di lavorare insieme su un Percorso formativo che aiuti a
corrispondere in modo sempre più pieno alla vocazione ricevuta.           
Le celebrazioni liturgiche sono state presiedute da S.E. mons. Beniamino Pizziol, Vescovo di Vicenza, S.E. mons. Giuseppe Zenti, Vescovo di Verona, S.E. mons. Corrado Pizziolo, Vescovo di Vittorio Veneto e S.E. mons. Agostino Gardin, Vescovo di Treviso.
L’Incontro si è chiuso con la lettura in assemblea di una lettera fatta pervenire a papa Francesco nella quale le consacrate hanno espresso: “profonda gratitudine” per la pubblicazione della Ecclesiae Sponsae Imago

A ciascuna e a tutte insieme è affidato il compito di cogliere, a partire dal percorso che abbiamo tracciato, la continuazione di contenuto e di lavoro per i prossimi incontri nazionali. Ma, ancora più importante, a ciascuna e a ogni Ordo virginum diocesano, spetta la sfida decisiva. Fare di questa scelta di vita una possibilità veramente evangelica di testimonianza della maturità cristiana, dispersa e diffusa in mezzo alla gente; declinata in modo femminile; nutrita da una responsabilità personale in armonia con una comunione di vita veramente “sororale” con le altre donne che condividono la stessa via, secondo lo stile della verginità scelta esclusivamente “a motivo del Regno dei cieli” (Mt 19,12); vissuta quale “ministero” nella comunità cristiana e nel mondo; scaturita dalla vita ordinaria delle nostre Chiese particolari; nutrita dalla essenzialità della vita ecclesiale: nell’ascolto della Parola, nella celebrazione del mistero di Cristo nel tempo, nell’amore reciproco fino a dare la vita.

Per la situazione in termini quantitativi si rimanda ai dati pubblicati in Atti di Palermo 2001 pag. 71 – 93, mentre di seguito sono evidenziate le consacrazioni degli ultimi anni in base alle segnalazioni delle stesse consacrate per la pubblicazione sul Foglio di collegamento. Anni 2005/2013 al 31 dicembre 2005 330 consacrate (+ 34) n 81 diocesi (+ 8), al 31 dicembre 2006 361 consacrate (+ 31) n 89 diocesi (+7), al 31 dicembre 2007 383 consacrate (+ 22) n 96 diocesi ( +7), al 31 dicembre 2008 406 consacrate (+ 23) n. 101 diocesi (+5), al 31 dicembre 2009 422 consacrate (+ 16) n. 106 diocesi (+5), al 31 dicembre 2010 450 consacrate (+ 24) n. 109 diocesi (+3), al 31 dicembre 2011 472 consacrate (+22) n. 112 diocesi (+2), al 31 dicembre 2012 494 consacrate (+22) n. 112 diocesi, al 31 dicembre 2013 519 consacrate (+25) n.117 diocesi (+5), al 31 dicembre 2014 536 consacrate (+17) n. 117 diocesi, al 31 dicembre 2015 554 consacrate (+18) n.117 diocesi, al 31 dicembre 2016 561 consacrate (+7) n.119 diocesi (+2); al 31 dicembre 2017 586 consacrate(+25), n.121 diocesi (+2); al 31 dicembre 2018 626consacrate(+42), n.126 diocesi (+5)